L’ottava stagione ha chiuso l’epica narrazione de Il Trono di Spade, con una conclusione che ha fatto parecchio discutere tutti gli spettatori. Immancabile, a riguardo, il commento di Emilia Clarke, Daenerys Targaryen nella serie.

Il Trono di Spade

Nel recente libro di James Hibberd, Fire Cannot Kill A Dragon: Game of Thrones and the Official Untold Story of the Epic Series, emerge il pensiero dell’attrice sulla fine di Daenerys ne Il Trono di Spade e la sua trasformazione in “regina pazza”.

Ho pianto quando ho letto la sceneggiatura. È stata veramente una lotta. La mia prima reazione è stata molto istintiva e personale mentre la seconda, pochi millesimi di secondo dopo, ho subito pensato: “Cosa ne penserà la gente?”. Avevo delle sensazioni a riguardo molto influenzate dai miei sentimenti da Emilia. Ho vissuto la cresciuta del personaggio e con lei la mia. Dovevo rendermi conto però che non stavano parlando di me, ma del personaggio. Sono uscita di corsa a fare una passeggiata e sono stata fuori per ore, chiedendomi continuamente come avrei fatto. Dopo dieci anni di strada del personaggio, era una conseguenza logica, che ca**o si poteva fare di diverso? Era uno stravolgimento logico… È una Targaryen. E la tua infanzia e la tua educazione influenzano tantissimo le tue scelte di vita. È stata cresciuta con il Trono di Spade come unico obiettivo. Quel bisogno di dire: “L’ho fatto per la mia famiglia, per  me stessa, l’abbiamo raggiunto e abbiamo vinto”. Nessun membro della sua famiglia doveva essere morto invano. La sua vita non sarebbe stata inutile e lei non avrebbe lottato per nulla. Era così vicina ad ottenere la tanto agognata approvazione, ciò che tutti segretamente desideriamo. Tutto questo ha avuto un ruolo importante per la sua storia. Ma dopo aver detto tutte le cose che ho appena detto… resto sempre dalla parte di Daenerys. Io sto dalla sua parte! Non posso non farlo.

In molti hanno criticato le scelte della produzione per chiudere una saga che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo, diventando un vero e proprio fenomeno globale. Nonostante i sentimenti personali, anche la Clarke si è resa conto che, quella che abbiamo visto, fosse la fine migliore per Daenerys.

IL TRONO DI SPADE: LO SPIN-OFF HOUSE OF DRAGON

Come sappiamo, i Targaryen saranno ancora protagonisti sul piccolo schermo grazie a House of Dragon, spin-off de Il Trono di Spade che  dovrebbe arrivare nel 2022 (come confermato dal presidente HBO Casey Bloys). Alla direzione degli episodi  Miguel Sapochnik (anche showrunner della serie insieme a Ryan Condal). Questa la sinossi:

La serie, basata sul libro Fuoco e Sangue di George R.R. Martin, sarà ambientata circa 300 anni prima degli eventi già visti, esattamente nel periodo in cui Aegon I Targaryen e le sue due sorelle Visenya e Rhaenys, si lanciarono alla conquista di Westeros al motto di “Fire Will Reign” (“Il fuoco regnerà”). Come tutti sappiamo, il regno dei Targaryen durerà fino alla ribellione di Roberth Baratheon e la sua conseguente salita al trono.

A commentare il progetto anche George R.R. Martin, autore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco:

House of the Dragon è in sviluppo da diversi anni (anche se il titolo è cambiato un paio di volte durante il processo).In realtà è stato il primo progetto che ho presentato a HBO quando abbiamo iniziato a parlare di una nuova serie , già nell’estate del 2016. Se volete sapere di più su quello che sarà la serie beh, non posso proprio farvi capire tutto. Ma potreste prendere una copia delle due antologie che ho realizzato insieme a Gardner Dozois, La principessa e la regina e Rogues, e poi guardare la storia del Gran Maestro Gyldayn, Fuoco e Sangue.

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