Alan Moore: “i cinecomics hanno rovinato tutto”

Alan Moore concede una delle sue rarissime interviste e tasta il polso a tutta l'industria del fumetto!

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Un evento quasi raro è accaduto in questi giorni: Alan Moore si concede a Deadline per un’intervista sul suo nuovo progetto cinematografico, The Show, dopo che più volte a criticato gli adattamenti dei suoi capolavori come Watchmen e V For Vendetta.

Inevitabile, prima di entrare nel vivo del suo nuovo progetto, un commento generale sull’evoluzione del mondo del fumetto e, soprattutto, sull’industria cinematografica ad esso legata.

Fortunatamente, dopo quarant’anni, sono riuscito a ritirarmi dal mondo fumettistico; mi ha sempre attratto perché era un mezzo di cultura popolare, rivolto alla classe operaia e ai bambini. Ora non è più così, è diventato un hobby per benestanti; nonostante io non abbia nulla contro la classe media, non era questo lo spirito originale del fumetto, che era un mezzo culturale per le persone con poche possibilità economiche. Non vedo film su supereroi dal Batman di Tim Burton, in un certo senso hanno rovinato l’industria e la cultura ad essa legata. Mi sorprende come ci sia gente di mezza età a fare file interminabili per vedere film su personaggi creati decenni prima per intrattenere dodicenni, mi sembra una fuga dalla realtà e credo che questo abbia influito sul sentimento complessivo di fuggire dalla realtà e di ricerca di soluzioni semplici o eclatanti.

Il Bardo di Northampton rincara la dose:

Mi è stato detto che non ci sarebbe potuto essere un film sul Joker senza la mia storia sul Joker (The Killing Joke del 1988 – NdA) ma tre mesi dopo averla pubblicata ne ero già nauseato, era troppo violenta.. è Batman per l’amor del cielo, un tizio vestito da pipistrello! Alla fine dei conti penso che il miglior Batman in assoluto sia quello di Adam West, perché non si prendeva troppo sul serio.

L’autore poi continua parlando, nello specifico, del suo film:

Abbiamo una sorta di supereroe in The Show, ma se ce ne daranno l’opportunità vedrete che tutti i personaggi hanno delle caratteristiche piuttosto insolite. Spero che le persone apprezzeranno e saranno abbastanza interessate di vedere come la storia si evolverà in una serie TV. Spero che tutte le persone che hanno lavorato al film, compresi i brillanti attori che recitano, ottengano il riconoscimento che meritano. Ma tutto questo è in mano agli dei. Tom è formidabile, ha dato molto al personaggio ed è un ragazzo fantastico. Ho particolarmente apprezzato la mia scena con lui. Se Netflix possa essere interessato? Vedremo, ci sono delle opzioni. Quello che è importante è mantenere i nostri principi, lavorare alle nostre condizioni, per questo ci abbiamo messo così tanto per arrivare ad un lungometraggio. Non mi interessa scrivere per il cinema o la televisione a prescindere, mi interessa farlo secondo i miei criteri che credo siano giusti. Non ho nessun problema con chi realizza progetti per guadagnarci.

THE SHOW: LA STRADA PERCORSA DA ALAN MOORE

The Show, con Tom Burke come protagonista e diretto da Mitch Jenkins, tratterà una storia ambientata nella città natale di Moore, Northampton, seguendo le vicende di un uomo che ruberà un artefatto e inizierà un surreale viaggio fra crimine e mistero.

Prima di lavorare sul lungometraggio però, Alan Moore ha collaborato con Jenkins per Show Pieces, una serie di cortometraggi; ora, finalmente, può consegnare al pubblico il suo lavoro “finale”.

Nel cast, insieme a Tom Burke, troviamo anche Siobhan Hewlett, Ellie Bamber, Sheila Atim, Richard Dillane e lo stesso Alan Moore. Questo il primo teaser trailer:

Inutile dire che, dopo queste ulteriori parole (che confermano il pensiero di Alan Moore ormai noto) il film è attesissimo da tutti gli spettatori.

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