Il racconto di un’anima, una delle più sensibili e decisive nel panorama letterario italiani. Giorgio Martone e Giovanna La Pietra hanno raccontato nel volume a fumetti Giacomo Leopardi: L’Infinito i travagli di uno dei poeti italiani più importanti di sempre.

Giacomo Leopardi: L’infinito – il volume

Il graphic novel edito da Nicola Pesce Editore si sofferma sia sul Leopardi poeta che sull’uomo. Soprattutto il Leopardi uomo viene esaltato da un racconto fatto attraverso baloon e immagini, che prova a descrivere i tormenti ed i travagli familiari del giovane poeta.

La sua Recanati era troppo piccola per il suo estro letterario, e Leopardi è sempre andato alla ricerca di qualcosa di più, sfortunatamente senza riuscire mai a trovarla.

Perciò il racconto di La Pietra e Martone riesce a suggerire proprio questo: quella ricerca dell’affermazione personale mai raggiunta in vita, ma che si è nutrita per tutta la vita di suggestioni e fantasie che hanno dato sollievo all’autore.

Il rapporto difficile con il padre viene messo al centro del racconto. Per i giovanissimi che stanno studiando Leopardi a scuola questo fumetto è un’opportunità per conoscere l’anima di un personaggio dotato di grandissima sensibilità, ed anche fragilità.

Spesso lo studio scolastico non riesce a esprimere ed a rendere l’idea della sensibilità e dei travagli dei personaggi che sono dietro alle opere letterarie. Questo volume di Nicola Pesce Editore riesce a immergere il lettore nel mondo e nelle sofferenze di Giacomo Leopardi.

I disegni espressivi e che ritraggono in maniera dettagliata Recanati riescono a restituire la realtà del poeta, che ha vissuto di suggestioni nate da immagini provenienti dal suo sguardo scrutatore.

Che fosse il paesaggio del Monte Tabor o la sua finestra di casa, Leopardi grazie a queste visioni ha trovato gli spunti migliori per alimentare le proprie liriche.

Ed il fumetto Giacomo Leopardi: L’infinito riesce proprio a raccontare quel periodo particolare, durante il quale il poeta ha composto la sua lirica più famosa: L’infinito.

Il Monte Tabor è stato sempre il suo rifugio, il luogo suggestivo da cui Leopardi poteva ammirare la bellezza dei paesaggi naturali intorno a Recanati. E proprio da qui sono nati gli spunti per una delle sue poesie più celebri.

Giacomo Leopardi: L'Infinito Giacomo Leopardi: L'Infinito

Giacomo Leopardi: L’infinito – conclusioni

Era il 1819 quando Leopardi scrisse questa lirica, un periodo topico per l’artista che si ritrovò a desiderare fortemente la fuga da Recanati, e l’abbandono della famiglia.

Il difficile rapporto con il padre viene descritto attraverso tavole espressive, e che riescono a rendere, anche senza balloon, ma con delle efficaci immagini, i sentimenti dei due personaggi.

Il Giovane Favoloso, film con Elio Germano del 2014, è riuscito a far conoscere al grande pubblico i travagli interiori di un Leopardi a volte reso sterile e privo di anima da libri e spiegazioni scolastiche.

Quello che fa questo volume di Nicola Pesce Editore è lo stesso tipo di operazione portata avanti da Il Giovane Favoloso. Restituire ai lettori ed alla contemporaneità l’anima di un personaggio storico per il nostro Paese riesce a renderlo vivo ed attuale ancora.

I travagli interiori di un giovane ambizioso e sofferente, e le difficoltà dell’ affrontare una famiglia ingombrante sono tematiche attuali in cui molti si possono rispecchiare. E Giacomo Leopardi: L’Infinito riesce a restituire tutto questo, offrendoci una visione intima ed introspettiva di un’anima speciale.

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