DC – cambia volto, valanga di licenziamenti nella notte

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Alla fine è arrivato il tanto temuto terremoto in casa DC. La scorsa notte infatti sarebbero state licenziate ben 600/650 persone in seno alla Warner Bros. e circa 175/150 in seno ad HBO nel più ampio scenario di una profonda ristrutturazione che AT&T – proprietaria del conglomerato – aveva già iniziato da qualche mese e che la crisi portata dall’epidemia di Coronavirus parrebbe aver accelerato il processo.

La prima scossa di assestamento qualche giorno fa con il licenziamento di Jason Kilar (capo esecutivo di WarnerMedia), Robert Greenblatt (capo di WarnerMedia Entertainment) e Kevin Reilly (responsabile dei contenuti per WarnerMedia) ovvero tre figure di primissimo piano.

La scorsa il vero e proprio terremoto definito da più parti all’interno della comunità DC come un vero e proprio massacro.

È bene sottolineare che non è stato ancora diffusa una lista ufficiale con i nomi dei licenziati tuttavia, riguardo DC Comics, nello specifico i nomi coinvolti sarebbero eccellenti e soprattutto legati da molto tempo alla compagnia.

I possibili licenziati

Ecco i nomi di coloro i quali nelle ultime ore, con sempre maggiore insistenza, sarebbero stati licenziati:

  • Mark Doyle (Executive Editor di DC Black Label)
  • Bob Harras (Editor-in-Chief)
  • Bobbie Chase (Vice President Global Publishing Initiatives & Digital Strategy).
  • Andy Khouri (editor)
  • Brian Cunningham (Senior Story Editor)
  • Hank Kanalz (Senior Vice President Publishing Strategy & Support Services)
  • Eddy Choi (Executive Assistant)
  • Sandy Resnick (International Publishing, Ad Sales & Custom Creative Studio)
  • Sara Haskell (Marketing Director)
  • Michael Shelling (Director of Publicity/Publishing)
  • Jonah Weiland (Vice President of Marketing & Creative Services)
  • Jim Sokolowski (Vice PresidentComic Book Specialty & Newstand Sales)

Il nuovo assetto

Difficile capire ad oggi quale sarà effettivamente il nuovo assetto editoriale. Più fonti riportano che Jim Lee è attualmente ancora Publisher e Chief Creator Officer ma sarebbe rimasto in carica per una fase di transizione che porterà Marie Javins – attuale Executive Editor of Global Publishing Initiatives & Digital Strategy – e Michele Wells – Vice President & Executive Editor DC Children’s/Young Adult – ad un ruolo sempre più prominente.

Al vertice della DC Comics rimane sempre Pam Lifford.

La nuova strategia, in termini di mere pubblicazioni visti anche i nomi coinvolti, sarebbe abbastanza chiara e più volte vociferata anche da noi: progressivo restringimento della linea classica – vedasi spillati – potenziamento del comparto graphic novel e pubblicazioni collaterali, ovvero la linea dedicata ai giovani lettori che sta andando molto bene nella libreria di varia, massicci investimenti nelle linee digital first indicate come il vero futuro per la casa editrice.

In soldoni Batman, Superman e i personaggi che rientrano sotto l’ampio ombrello della Justice League sarebbero salvi, per tutti gli altri – i così detti personaggi “minori” o di “seconda” e “terza” fascia che pur rappresentano un ricchissimo bacino – il mercato attualmente sarebbe ostico.

Rimane assodato che se fosse confermato il licenziamento dell’editor-in-chief Bob Harras, il ruolo andrebbe comunque coperto e per questo motivo spunta il nome di Jim Lee che quindi passerebbe da ruoli più strettamente dirigenziali ad uno più creativo.

La situazione è comunque fluida e rimaniamo in attesa di conferme ufficiali.

Questo “terremoto” avviene però a soli 10 giorni da DC FanDome – la convention virtuale prevista per il 22 agosto – che potrebbe essere inevitabilmente monopolizzata dalle incognite sul futuro della linea editoriale.

Gli analisti più attenti hanno giustamente fatto notare come i nomi coinvolti sia tutti legati alla sfera dirigenziale, legati alla compagnia da molto tempo e soprattutto con contratti molto onerosi e non rinegoziabili.

Chiude anche DC Collectibles

Passa quasi in secondo piano lo smantellamento, dopo due decenni, della divisione DC Collectibles che si occupava di statue ed action figure.

Si parla di un possibile appalto delle licenze ad Hasbro o Mattel senza dimenticare il contratto di collaborazione con McFarlane Toys attualmente in atto.

DC una nuova implosione?

Tornando alla riduzione delle pubblicazioni, molti hanno giustamente sottolineato come si tratta di semplici “corsi e ricorsi storici”. Nello specifico la situazione sembra ricordare la così detta DC Implosion nel 1978.

Fra l’inverno del 1977 e quello del 1978, DC subì un brusco calo di vendite causato da svariati fattori: l’aumento di prezzo dovuto all’aumento dei costi di stampa, difficoltà distributive a causa del maltempo, una forte recessione. Il risultato fu una riduzione della linea di circa il 40%.

All’epoca rischio la chiusura addirittura la storica Detective Comics mentre, come oggi, furono moltissimi i licenziamenti fra cui, solo per citare due nomi illustri, Al Migrom e Larry Hama.

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