Superman

Dean Cain, interprete di Superman nella serie TV degli anni novanta “Lois & Clark: The New Adventures of Superman” (andata in onda in Italia con alterne vicende su Italia7, Rai3, La7 e Italia1), appare spesso su Fox News quale convinto sostenitore del Presidente Trump.

Così, dopo che Time Magazine ha pubblicato un editoriale di Eliana Dockterman sul ruolo dei supereroi nella fiction, facendo seguito alle polemiche sulle fiction a tema poliziesco alla luce dei fatti legati al movimento Black Lives Matter, ha voluto dire la sua.

La questione nasce dalla constatazione che la fiction supereroistica trae origine e ispirazione dalle storie dei cowboy, dei detective e dai polizieschi dello scorso secolo e ha sempre rappresentato valori legati al dovere e alla responsabilità individuale di stampo conservatore, seppure con diverse eccezioni. Ma, grazie a fumetti come Judge Dredd, Marshall Law, Watchmen, Marvelman e Autorithy, si assiste dagli anni 80 in poi ad un brusco cambio di direzione, che assume la forma di un’aspra critica sociale in contrapposizione alla tradizione del passato. Un periodo che, sappiamo bene, è passato alla storia come “decostruzionismo del supereroe”.

Dean Cain, parlando con la giornalista e conduttrice del programma Fox & Friends ha detto che criticare e capovolgere la posizione che hanno nella cultura pop supereroi come Batman, Spider-Man e Punisher, accusati di essere “poliziotti con mantelli” era da pazzi. A Caine, che è anche un riservista della Polizia di Pocatello, nell’Idaho e che ha sempre difeso la Polizia durante le manifestazioni del Black Lives Matter, non va giù la “nuova” rappresentazione immaginaria del supereroismo:  “Questa roba mi fa impazzire. Sono certo che oggi a Superman non sarebbe permesso affermare Verità, giustizia e american Way  (traducibile con “Stile di vita americano: fa riferimento all’ethos nazionalista proprio degli USA, NdR) –  ha continuato Caine – È pazzesco. Odiano il capitalismo, odiano la legge e l’ordine e odiano l’America”.

Le parole non sono passate inosservate a Tom King, uno degli odierni scrittori di spicco della DC Comics, ma che ha anche lavorato in Marvel (sua la serie The Vision che gli è valsa un Harvey Award – Best New Talent nel 2016 e un Eisner Award nel 2017 come miglior miniserie).  King ha recentemente scritto per DC Comics  Superman: Up In The Sky (in via di pubblicazione anche in Italia da Panini nella collana DC Comics Collection, con il titolo Superman: Su nel Cielo). Le sue testuali parole sono state: “Mother fucker I put it in a comic this year. Smh.” Facendo riferimento ad una tavola della sua storia sull’azzurrone.

Superman Tom King

D’altronde, come affermato da Brian Michael Bendis quando, nel 2018, ha preso in mano il Kryptoniano: “Quando metti a nudo Superman, gli togli di dosso tutte le cose ridicole, riesci a raggiungere la vera verità. E queste sono le grandi questioni di cui ci occupiamo: verità, giustizia e American Way. Questi valori sono  sotto assedio. Questo è il mondo in cui viviamo. Queste non sono più verità assolute. Queste sono cose per cui vale la pena lottare. “.

Punti di vista diversi, quello di Caine e quello dei due autori statunitensi, su un tema molto caro agli americani e su cui tutto può dirsi, ma non certo che non sia preso in considerazione nelle storie dei supereroi dei nostri tempi.

Recupera “Visioni del futuro. La Visione” di Tom King

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2 Commenti

  1. King e Bendis hanno rovinato i fumetti americani. Il primo facendo tutti i supereroi depressi e senza speranza, il secondo creando personaggi minoranze senza personalità, come se fosse un contentino verso i politicamente corretti. Nessuno dei due merita di essere celebrato.

  2. Neanch’io vado pazzo per Bendis, ma Mister Miracle e Vision di King sono due piccoli capolavori. Personaggi ben costruiti, storie ben sceneggiate…poi sono gusti, è chiaro, però il modo di scrivere di Tom King mi piace molto.

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