I prossimi 10 film a riaschio censura come Via col Vento

Pubblicato il 3 Luglio 2020 alle 18:00

Come sapete “Via col vento” è stato recentemente al centro delle polemiche per le sue tematiche, tanto che Warner ha deciso di affiancargli una spiegazione del contesto storico in cui è stato prodotto.

I film più spesso citati come razzisti, ovviamente, sono “Nascita di una nazione” e “I racconti dello zio Tom”. Ma, se ci pensate bene, molti altri film hanno una trattazione problematica, come “Colazione da Tiffany” (il signor Yunioshi) o “West Side Story” (i portoricani mostrati quasi solo come membri di una gang).

Tutti i film dovrebbero essere visti con un occhio critico, ma ciò non significa vietarli; l’importante è tenere sempre presente l’epoca in cui sono stati realizzati, anche per non ripetere certi errori.

Per iniziare, ecco 10 film che dovrebbero far riflettere su certi stereotipi ormai desueti…

Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (1971)

Il tenente Harry Callaghan del dipartimento di polizia di San Francisco è determinato a far rispettare la legge, anche se deve infrangere le regole.

Questo film ha creato il mito del poliziotto che può violare i limiti imposti dalla legge, anche al suo lavoro, per far trionfare la sua giustizia: l’istinto è da preferire alla legge. Il film prende in giro i giudici liberali e sostenitori dei diritti, e il cattivo, che parla della brutalità della polizia, sembra più che altro insinuare nel pubblico il dubbio che siano solo bugie dei delinquenti.

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Forrest Gump (1994)

Forrest Gump è stato creato da persone intelligenti, ha vinto sei Oscar ed è amato da molti. Il film ha un giusto atteggiamento verso i disabili o i veterinari del Vietnam, ma mostra una certa diffidenza per i manifestanti, gli attivisti e la controcultura in generale.

Il nome Forrest, poi, è stato dato dalla mamma in onore di Nathan Bedford Forrest, eroe della guerra di secessione ritenuto il fondatore del Ku Klux Klan. La madre spiega che il nome deve ricordargli che “qualche volta facciamo tutti delle cose che, ecco, che non hanno tanto senso”.

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Indiana Jones e il tempio maledetto (1984)

Steven Spielberg e George Lucas sono generalmente attenti alle tematiche trattate, ma questo film è andato un po’ oltre nel tentativo di replicare il sense of humour dei serial d’azione degli anni ’30.

Come in quei vecchi film, i cattivi “esotici” sono rappresentati come stranieri primitivi e assetati di sangue, con il risultato di rappresentazioni negative e stereotipate dell’India e delle usanze indù.

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Io prima di te (2016)

Questo è il film meno iconico della lista, ma il messaggio che può far passare non è certo encomiabile. Io prima di te è una storia d’amore di un uomo (Sam Claflin) che diventa paralizzato dopo un incidente e si innamora di una donna (Emilia Clarke di “Game of Thrones”). La esorta a vivere la sua vita al massimo invece di vivere “mezza vita” con lui. Quindi si uccide, presentando l’idea che il suicidio è meglio della vita con disabilità.

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C’era una volta a… Hollywood (2019)

Quentin Tarantino è adorato dai cinefili, e le star Leonardo DiCaprio e Brad Pitt sono carismatiche e di talento. Quindi è facile trascurare alcuni messaggi del film.

Il film è ambientato nel 1969, quando alcuni americani sentivano che lo status quo veniva minacciato da minoranze, hippy e donne appena “liberate”. Dalla controversa rappresentazione di Bruce Lee – una delle rare star asiatiche di Hollywood – al fatto che i neri sembrano inesistenti e che “i messicani”, come vengono chiamati nel film, sono valletti o camerieri, il film di Tarantino sembra avere diversi punti ciechi. E di Charles Manson nessuna traccia…

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Quelle due (1961)

Basato sulla pièce teatrale La calunnia di Lillian Hellman, questo drama ha affrontato un argomento un tempo tabù. Due insegnanti (Shirley MacLaine e Audrey Hepburn) sono terrorizzate quando una studentessa le accusa di essere lesbiche.

Alla fine, una delle insegnanti confessa di avere questi sentimenti verso la sua amica e poi fa qualcosa che viene presentato come inevitabile: si uccide. Il film ha mostrato le persone LGBT per decenni come colpevoli, pietose e pervertite.

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Sentieri selvaggi (1956)

John Wayne interpreta un veterano della Guerra Civile (dalla parte confederata!) che va alla ricerca per cinque anni di sua nipote che è stata rapita dai Comanches. Il personaggio di Wayne, Ethan Edwards, è un razzista apologetico che vede tutti i nativi americani come meno che umani.

Il regista John Ford ha creato un film che ha ispirato un dibattito in corso. I fan vedono il film come un trattato sul bigottismo; i detrattori affermano che è impossibile trascurare il fatto che i nativi americani sono raffigurati come selvaggi o comici.

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Il silenzio degli innocenti (1991)

“Psycho” del 1960 di Alfred Hitchcock ha aperto la strada all’idea di un killer travestito, un’immagine che Hollywood ha usato frequentemente nel corso degli anni, spesso con un finale a sorpresa. Nelle scene finali di “Psycho” si afferma che Norman Bates non è un “travestito”.

Allo stesso modo, il film di Jonathan Demme si preoccupa di dire che Buffalo Bill (Ted Levine) non è trans, ma il pubblico ricorda il trucco, il suo piccolo barboncino e il fatto che nasconde i suoi genitali maschili per sembrare femminile. Un immaginario tutt’altro che limpido…

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La taverna dell’allegria (1942)

Il film narra di due persone (Bing Crosby e Fred Astaire) che gestiscono un hotel aperto solo per le vacanze. Pertanto, il film viene riproposto frequentemente durante tutto l’anno.

Alcune versioni hanno tagliato la scena in cui Crosby canta “Abraham” truccandosi di nero per celebrare il compleanno di Abe Lincoln. È solo uno di una lunga serie di film di Hollywood in cui le star – Joan Crawford, Judy Garland, Shirley Temple, Astaire e, naturalmente, Al Jolson, solo per citarne alcune – si esibiscono in blackface, e sono sempre presentate come uno scherzo.

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True Lies (1994)

James Cameron è un regista raro: un narratore brillante e un vero visionario. Ma anche un genio può fare un passo falso. Il film è divertente e ha alcuni fantastici pezzi, ma i personaggi arabi sono fanatici religiosi o terroristi, o entrambi.

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