Il 21 febbraio 2020, dopo 18 anni in DC, Dan DiDio lasciava la compagnia improvvisamente – e sorprendentemente. Appassionato di fumetti, il suo arrivo in DC è avvenuto infatti nel 2002 su Superboy con l’amico Jimmy Palmiotti.

In una lunga intervista con Newsarama, DiDio ha parlato della sua relazione con uno dei suoi predecessori – Paul Levitz, scrittore-editor-presidente di DC, l’iniziativa editoriale cui probabilmente sarà sempre più strettamente associato – il controverso The New 52 – e il suo brutto rapporto con Wally West e Dick Grayson!

3Paul Levitz e il ruolo in DC

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Newsarama: Dan, hai menzionato Paul Levitz un paio di volte. Ancora una volta, non voglio metterti le parole in bocca, ma è stato importante per te come mentore, o forse come qualcos’altro quando ci lavoravi insieme?

Dan DiDio: “Mentore” è una parola interessante. Adoro la storia dei fumetti. Penso che tutti lo sappiano. Ancora oggi ho i miei Comic Readers, le Comics Buyer’s Guides, gli Wizards, e tutte queste cose. Adoro assorbire le informazioni.

Paul non era tanto un mentore quanto era questa incredibile enciclopedia di informazioni cui ho costantemente attinto. Ho sempre voluto saperne di più, e lui sapeva così tanto. Volevo sapere le storie dietro le storie, la logica dietro queste cose, le storie del passato e vedere se la logica dei vecchi scrittori e redattori corrispondeva o meno a ciò che avevo ricostruito solo leggendo le storie. Direi che avevo ragione… forse circa il 60% delle volte. Parlare con Paul è stato interessante, ma mi ha anche aiutato a chiarire e comprendere la relazione con il talento oltre a motivazioni e comprensione.

L’altra cosa che Paul ti lasciava fare è fallire o avere successo alla tua maniera. Ti permetteva di commettere errori, il che è stato benefico perché lo scopo del mio arrivo almeno in origine era di entrare con una prospettiva esterna, non con nozioni preconcette su tutto. Mi ha permesso di farlo. Mi ha lasciato fare i miei errori e avere le mie vittorie. Mi ha lasciato essere quella persona.

Di Paul Levitz provate Superman/Batman: Worship [Lingua Inglese]

Ma non fraintendermi, Paul aveva un’opinione su tutto. E ti avrebbe anche fatto sapere quando aveva torto. Ti avrebbe detto: “Wow, non pensavo che avrebbe funzionato. Sono contento che l’abbia fatto”. Oppure, “Non mi è piaciuto molto quel fumetto personalmente. Sono contento che abbia venduto”. Quel tipo di cose.

Paul mi ha anche mostrato modi più intelligenti di sfruttare le occasioni. Sono arrivato pieno di “faccio tutto io”: “Metterò tutto in ordine. Correggerò tutto. Farò tutto!” Paul diceva “Okay, ma se hai un fumetto che vende 10.000 copie e ci passi  tutto il tuo tempo e il tuo impegno, e lo correggerai e aumenterai le vendite del 50%, avrai un fumetto che vende 15.000 copie. Ancora a rischio chiusura. Ma se trovi un fumetto che vende da 25.000 a 30.000 copie e ci metti lo stesso livello di energia, potresti averne uno che vende da 40.000 a 50.000 copie. Una vittoria più grande”.

Lui aveva ragione. Ciò che abbiamo fatto è che abbiamo iniziato a tagliare i fumetti nella parte bassa della classifica delle vendite, dove i fumetti stavano dando il meglio di sé ma non c’era modo per aumentare le vendite. Abbiamo eliminato quelle serie e ci siamo concentrati davvero sui fumetti che ritenevamo avessero una opportunità.

È lì che abbiamo iniziato a concentrare davvero tutto il nostro tempo ed energia, cercando di migliorare il centro di quella lista. Quella parte era quella dove siamo stati costantemente battuti dalla Marvel. L’obiettivo era quello di intervenire sul centro della classifica vendite, per rafforzare quella sezione, in modo da avere una solida base, e quindi poter far girare le cose. Non stavamo cercando di pompare un fumetto che vendeva 12.000 copie per venderne 15.000. Nessuna vittoria lì”.

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