Captain America Comics Series by Ta-Nehish Coates

Pubblicata originariamente nel 1994 sottoforma di miniserie, Marvels di Kurt Busiek e Alex Ross è una delle opere narrative di maggior successo della Casa delle Idee.

Soltanto lo scorso anno, il fumetto in questione ha celebrato in grande stile i venticinque anni trascorsi dal suo debutto statunitense con un epilogo speciale focalizzato sugli X-Men, con una serie di variant cover a tema e col lancio di svariati altri titoli correlati.

Tra le tante iniziative rientranti in quest’ultima categoria figurano anche i Marvels Snapshot, serie di one-shot coordinata dallo stesso Busiek con copertine curate da Ross che intende esplorare i retroscena e le ripercussioni delle più celebri battaglie affrontate dagli eroi Marvel nel corso delle loro carriere supereroistiche.

Ogni Snapshot si focalizza sui più disparati eroi della Marvel e vede all’opera team creativi differenti. Dopo essersi interrotta per via dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, la pubblicazione della collana Marvels Snapshot rimprende oggi negli Stati Uniti con un terzo one-shot che va a rivisitare una delle più grandi epopee fumettistiche di Capitan America, ovvero “Bomba di Follia“, iconico story-arc scritto e disegnato dal Re dei Fumetti Jack Kirby nel 1975 per i numeri 193/200 della storica testata dedicata alla Sentinella della Libertà.

Sceneggiato da Mark Russell (Second Coming, Wonder Twins) e Kurt Busiek (Thunderbolts, Avengers) per i disegni del talentuoso Ramón Pérez (Amazing Spider-Man: Learning to Crawl), Captain America: Marvels Snapshot #1 vede per protagonista un adolescente di colore chiamato Felix, che – dopo aver visto il proprio quartiere venire distrutto grazie alla Bomba di Follia creata dallo scienziato Mason Harding – dovrà scegliere se indirizzasi verso strade illecite o meno. Nella galleria d’immagini posta a seguire vi proponiamo la Hidden Gem del compianto Jack Kirby e la variant cover disegnata dallo stesso Pérez.

Intercettato dalla redazione di Games Radar, Russell ha avuto modo di parlare di questa sua storia autoconclusivo imperniata sul Capitan America dell’era Kirbyiana, dichiarando che:

“Racconta la storia delle conseguenze della Bomba di Follia e, in particolare, di un bambino del South Bronx che cerca di ricostruire il suo quartiere dopo che è stato distrutto dalla Bomba di Follia che ha ucciso suo fratello. In gran parte si basa su come il South Bronx fu abbandonato a metà degli anni Settanta, su come divenne ancora più facile per i proprietari terrieri incendiare i propri edifici piuttosto che renderli abitabili, con la polizia che rispondeva solo occasionalmente ai disordini invece di proteggere le persone che ci vivevano. Tutto riguarda proprio il fatto che voi potete trascurare i problemi altrui finché alla fine non diventeranno i vostri. È una lezione che non impariamo mai pienamente.

Il punto di vista che esploriamo su queste pagine è quello di Felix Waterhouse, una specie di prodigio dell’elettronica che guarda come il resto di New York venga ricostruito dai danni provocati dalla Bomba di Follia, fatta eccezione per il suo quartiere, che è per lo più abitato dai poveri e dai neri. È un giovane ragazzo veramente introspettivo che ci racconta la sua storia e i suoi pensieri riguardo a ciò che sta succedendo quasi come se stesso scrivendo un diario. Ci narra non solo la sua stessa storia, ma anche quella della sua famiglia, del suo quartiere e di come le persone interiorizzino il senso di colpa per il proprio vittimismo, facendoci capire come tutto ciò sia la vera “Bomba di Follia” con cui ci aspettiamo che le persone vivano.”

Riguardo invece la nascita del progetto, Russell ha affermato:

“Kurt Busiek mi ha contattato proponendomi l’idea di scrivere una storia di Snapshot ambientata nell’epilogo della Bomba di Follia, che venne scritta e prese luogo nel 1975. Sempre Kurt ha avuto l’idea sommaria di un racconto incentrato su un ragazzino che voleva andare al college ma che non poteva a causa della bomba. Si è trattato di un punto d’inizio più che generoso, per me. Quando mi metto a sceneggiare una storia ambientata in uno specifico tempo e luogo, mi piace pensare quel che sta accadendo nel mondo in quel periodo e come tutto ciò si colleghi con quel che si sta affrontando adesso. Quindi mi è sembrato naturale collocare la storia sullo sfondo degli incendi del Bronx, che stavano accadendo contemporaneamente alla Bomba di Follia, cosa che sembra essere un’analogia rilevante per come preferiamo trarre profitto dalla miseria della gente piuttosto che finanziare i servizi che rendono vivibili le nostre città.”

George Ramston di Games Radar ha successivamente fatto notare come le allegorie politiche e sociali siano alcuni dei tratti distintivi dei lavori dello sceneggiatore, domandando a quest’ultimo quali sono i temi e le metafore con cui ha scelto di lavorare per questo one-shot sullo Scudiero:

“Suppongo che la metafora principale sia che non esistiamo in isolamento”, ha risposto Russell. “Che quando le istituzioni ignorano le persone che in teoria dovrebbero servire, è semplicemente naturale per le persone trovare un modo per sentirsi qualcosa di impossibile da ignorare. E credo che questo si stia vedendo anche adesso senza mezzi termini.”

Mark Russell si è poi espresso in merito alle sue collaborazioni con Kurt Busiek e con il canadese Ramón Pérez:

“Kurt è stato un collaboratore grandioso. Il processo creativo ci ha visto principalmente parlare al telefono, con me che gli inviavo uno script e lui che poi mi richiamava per dirmi cos’è che avevo sbagliato. Prima pensavo di sapere come scrivere una sceneggiatura di fumetti, ma lavorare con Kurt un po’ ti priva di quell’illusione. Ha un grande istinto per capire cos’è che funziona e cosa no.

Ed è molto ben informato sulle minuzie, quei piccoli ma importanti dettagli che sono presenti quando si sta realizzando un fumetto. Una volta, mi ha chiamato per dirmi di rimuovere tutta quella punteggiatura dalle mie onomatopee. ‘Tecnicamente quelle non sono parole’, mi ha spiegato. ‘Sono suoni. Non hanno bisogno di punteggiatura’. Forse questa è tipo una cosa dei fumetti di cui tutti sono a conoscenza eccetto me, ma quando l’ho scoperta sono rimasto sconvolto. Molte volte discutevamo al telefono per circa dieci o quindici minuti riguardo allo script e poi per un’ora di fumetti e delle nostre strambe filosofie di scrittura. Qualunque altra cosa uscirà fuori da questa serie, farò sempre tesoro di quelle conversazioni.

Per quanto mi riguarda, la cosa che mi ha davvero colpito di Ramón è come lui riesce a gestire bene le emozioni umane delle sequenze. Un conto è avere a che fare con le scene d’azione da supereroi e la bizzarra tecnologia Kirbyiana, tutte cose che comunque a lui riescono bene, ma quello che fa davvero funzionare la storia è la risonanza emotiva dei personaggi. Quel che possiamo dire di ciò che accade dentro di loro capendolo da un semplice sguardo o da una testa chinata. Soprattutto per una storia come questa che viene narrata principalmente come un monologo interiore di un personaggio, e gestire le sue emozioni e il suo senso di perdita era la vera chiave per rendere funzionali i disegni. E Ramón ci è riuscito benissimo.”

Russell ha inoltre spiegato come ci si deve approcciare a un one-shot e le differenze di un albo speciale con le serie regolari: “In un one-shot come questo, tutto deve essere immediato. Non risparmiare nulla. Sfogati su ogni pagina. Se imposti qualcosa nella prima metà della storia, sarà meglio che quel qualcosa abbia una ragione di essere lì. Se non hai intenzione di spostare un pezzo, allora non dovrebbe essere sulla scacchiera. Lo spazio è prezioso in una singola uscita, quindi è giusto riservare ogni vignetta per cose che realmente importano.”

Il fumettista ha concluso: “Spero che i lettori si ritroveranno davanti una storia riflessiva riguardante cosa significa l’eroismo nel mondo reale. Uno degli aspetti più impegnativi di questa storia è stato quello di scrivere un’avventura di Capitan America nella quale Capitan America non è proprio il protagonista. Tuttavia, facendogli fare un passo indietro, diamo a Cap la possibilità di essere un po’ più vulnerabile del solito. Di essere più un uomo che un eroe, di ascoltare quello che gli altri hanno bisogno da Capitan America, e di accettare le sfide di essere un eroe in un mondo che ha bisogno di così tante riparazioni.”

Quanto segue è la sinossi ufficiale del succitato one-shot: “L’acclamato sceneggiatore Mark Russell (Second Coming, Wonder Twins) e l’artista Ramón Pérez ci conducono nella città di Kirby per una storia letteralmente esplosiva di follia – proponendoci la Bomba di Follia e le sue conseguenze, mentre il tour di Marvels Snapshot attraverso la storia Marvel prosegue. Un talentuoso adolescente del South Bronx vede il suo quartiere distrutto grazie all’attacco iniziale della Bomba di Follia, e il suo futuro è andato in fumo assieme a esso. Cosa farà quando i reclutatori dell’A.I.M. lo verranno a chiamare? Resterà con un sistema che per lui ha fallito, oppure troverà un futuro al di fuori della legge? Con protagonisti Capitan America, Falcon, Iron Man e tanti altri!”

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