Little Devil Inside: accuse di razzismo per il gioco Playstation 5

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Lo scorso 11 giugno ha avuto luogo un evento dedicato interamente a PS5, alle sue periferiche e ai primi titoli previsti per la console di nuovissima generazione di casa Sony. E fra questi c’è stato anche Little Devil Inside.

Ho già parlato di tutti gli annunci relativi all’evento in una serie di articoli che vi elenco e linko qui di seguito, insieme a un mio breve articolo in cui ricapitolo e analizzo l’intera serata di presentazione:

Se poi volete dare un’occhiata ai videogiochi in offerta su Amazon, potete leggere questo mio articolo.

Detto questo, fra le tante polemiche che l’evento dedicato a PS5 ce n’è stata anche una legata ad accuse di razzismo mosse proprio al team di sviluppo di Little Devil Inside:

Come potete vedere dal trailer di lancio del titolo che trovate qui in alto, al minuto 0:43 sono presenti dei personaggi che sembrano dei selvaggi, con il volto coperto da una maschera dall’aspetto tribale con le labbra particolarmente carnose, la pelle scura e i dreadlock nei loro capelli.

Proprio l’aspetto di questi personaggi ha fatto sì che venissero mosse le suddette accuse di perpetrazione di stereotipi razzisti a Little Devil Inside, argomento, questo, particolarmente spinoso e sentito da diversi giorni per via dell’omicidio negli Stati Uniti di George Floyd da parte di alcuni agenti di polizia.

Ebbene, poche ore fa la pagina ufficiale del titolo presente su Facebook ha pubblicato un post in lingua inglese in cui chiarisce la posizione del team di sviluppo, in cui viene dichiarato, fra le altre cose, che il design di questi personaggi verrà modificato.

Qui di seguito trovato la traduzione integrale in italiano del post menzionato:

Carissimi tutti,

In risposta a una serie di richieste fatte nelle ultime 24 ore sul design di alcuni personaggi  rivelati ieri nello showcase dell’evento per la rivelazione di PlayStation PS5, il team LDI desidera fare il seguente annuncio.

Gli stereotipi razzisti di qualsiasi tipo non erano assolutamente previsti, non eravamo consapevoli delle connotazioni stereotipate e desideriamo scusarci con chiunque possa essere stato offeso dal design dei personaggi.

Inoltre, nessuno (non solo limitatamente ai membri del team) ha mai commentato o accennato ai disegni dei personaggi. Tuttavia, questi personaggi non sono stati rivelati pubblicamente altrove prima dell’evento.

L’intenzione progettuale era quella di creare personaggi che siano protettori/guardiani di una particolare regione mistica nel mondo di Little Devil Inside. Non stavamo producendo disegni di personaggi referenziati su vere tribù umane africane e/o afroamericane.

Il focus era sulla creazione di maschere colorate e i nostri designer stavano svolgendo delle ricerche su maschere da tutte le varie culture. Come personaggi del gioco, si muovono in gruppi e usano dei dardi che paralizzano quando vanno a segno. Volevamo aggiungere carattere al design della maschera e dargli vita – qualcosa di simile ai piccoli personaggi Kakamora nel film Disney Moana.

Tuttavia, indipendentemente dalle nostre intenzioni, se qualcuno fosse stato offeso in qualche modo, ci scusiamo sinceramente.
Apporteremo le seguenti correzioni ai personaggi attuali, ma se dovesse risultare che ciò non dovesse essere adatto al gioco nel suo insieme, potremmo cambiare completamente il design.

1. Rimuovere i Dreadlocks.
2. Cambiare le labbra carnose.
3. Cambiare la tonalità della pelle.
4. Modificare la cerbottana in modo che sembri meno uno spinello.

Come piccola nota a margine, questo è il nostro primo videogioco e siamo ancora abbastanza ingenui in molte aree.

Come sempre, ringraziamo tutti per il vostro supporto!

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1 commento

  1. Ormai è una caccia alle streghe.
    Quanto vorrei che qualcuno avesse le palle di mandargli affanculo quando se ne escono con ste proteste pretenziose.
    Stereotipi sì, ma solo bianchi.
    Selvaggi tribali sì, ma solo bianchi. (Come, qui non è whitewashing? Come mai nessuno protesta quando i selvaggi stereotipati sono i vichinghi? Ah, già…).
    Bello chiedere la parità solo dove conviene e mettersi sul piedistallo negli altri casi. Poc sì, ma solo eroi perfetti amati da tutti. Il resto sotto il tappeto.
    La morte di Flyod è razzismo. Questo è rompere le palle cavalcando l’onda finché c’è.

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