È davvero singolare per un autore avere due nuove serie in arrivo nello stesso periodo e soprattutto sui due principali servizi streaming concorrenti, Netflix e Amazon. L’eccezione non poteva che essere Greg Daniels, co-creatore di The Office e Parks and Recreation, che dopo averci portato nell’Aldilà immaginario virtuale di Upload su Prime Video (qui la nostra recensione), con Space Force, disponibile dal 29 maggio su Netflix, si riunisce all’ex protagonista di The Office Steve Carell per portare gli spettatori nello spazio. O meglio tra chi vorrebbe arrivarci – più precisamente sulla Luna – e lavora ogni giorno instancabilmente per questo.

Space Force, che tra le righe si fa beffe della politica di Trump e tra ispirazione proprio da un’idea originaria del presidente a quanto pare, non sceglie la via della storia orizzontale, unitaria, che mescola i generi e i toni di Upload, ma preferisce una serie di situazioni e gag che vanno a costruire una trama che si dipani singolarmente sui dieci episodi della prima stagione.

Il serial sembra più vicino agli stilemi della family comedy che a quella della workplace comedy che aveva fatto il successo di The Office e Parks and Recreation. Forse complice la co-ideazione di Steve Carell (i bravi attori comici non sempre sono anche bravi autori), Space Force lascia molto più spazio del dovuto alla famiglia di Mark Naird, l’integerrimo generale interpretato da Carell messo a capo della Space Force, a cui è sempre stato insegnato di rispettare le regole. Un pilota pluridecorato che sognava di comandare l’aeronautica militare, e che invece deve venire a patti con la nuova sesta branca delle forze armate americane, quella spaziale.

Sia per la figlia Erin, trasferita suo malgrado da una vita felice a Washington a una base remota del Colorado, sia per la moglie interpretata dall’altro volto comedy storico, Lisa Kudrow. A completare il grande ensemble dei volti noti televisivi Noah Emmerich, Jane Lynch, Patrick Warburton e Larry Joe Campbell e soprattutto John Malkovich nel ruolo dello scienziato braccio destro di Naird in questa assurda “missione” e Ben Schwartz ovvero Jean Ralphio di Parks and Rec in quelli del responsabile dei media.

Space Force è appunto la dimostrazione che un grande cast non fa una grande serie. Non fa nemmeno una serie piccina, ma piuttosto modesta nella riuscita rispetto sicuramente agli intenti sulla carta. Carell e Malkovich dimostrano una buona chimica con il classico incontro-scontro “mente e braccia” anche se quest’ultimo finisce per essere un po’ macchietta e caricatura di se stesso, e tutto il cast rischia di finire in quella deriva.

Mescolando la comicità nonsense tipica di Daniels all’ambizione spaziale, facendo il verso al patriottismo americano spesso esagerato, la comedy propone una fauna di personaggi sopra le righe che cercano non tanto di arrivare a fine giornata, ma più che altro a fine missione, sapendo che la prossima potrebbe rivelarsi ancora più assurda e dovendo sottostare ai “capricci” del governo degli Stati Uniti.

Questa volta Carell interpreta un capo fuori posto più che incompetente ma ancora una volta dal cuore grande. Ecco, sembra che questa comedy faccia leva più sui sentimenti del pubblico che sulla trama per farlo ridere riflettendo, puntando più su gag, trovate e momenti che su una comicità coesa e lineare, e questa è la maggiore pecca di Space Force.

Recuperate Il fumetto di Descender!

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui