Il 22 maggio 1980 usciva nelle sale giochi del Giappone un videogioco che avrebbe fatto la storia dei videogiochi, ovvero Pac-Man, il gioco ideato da Toru Iwatani e prodotto da Namco.

In Occidente, invece, fu pubblicato in licenza dalla Midway Games. Successivamente sono state pubblicate varie versioni per la quasi totalità delle console e dei computer, conservando ancora oggi la sua fama di classico dei videogiochi.

L’idea venne, si racconta, a Tohru Iwatani durante una cena con degli amici guardando una pizza senza una fetta. Dopo quattordici mesi grazie alla collaborazione di otto tecnici, guidati da Shigeo Funaki, vide la luce il primo Pac-Man.

Il gioco fu commercializzato in Giappone come Puckman, termine che deriva dalla parola giapponese pakupaku, ovvero “chiudere e aprire la bocca”. Il nome fu poi cambiato in Pac-Man negli Stati Uniti per l’assonanza con “fuck”.

Oltre a Pac-Man, anche i suoi acerrimi nemici, i fantasmini, ottennero presto successo: Blinky, conosciuto anche come Shadow, Akabei e Chaser, è il fantasma più aggressivo; Pinky, conosciuta anche come Speedy, Machibuse o Whimsy, è l’unico fantasma femmina del quartetto e vanta una maggiore velocità; Inky, conosciuto anche come Bashful, Aosuke o Kimagure, è il più intelligente dei fantasmi; Clyde, conosciuto anche come Pokey, Guzuta oppure Otoboke, è noto come lo “stupido” del gruppo ed effettua le traiettorie più casuali, spesso controproducenti.

Pac-Man riuscì insieme ad altri capolavori a realizzare quella diffusione delle sale giochi che decretarono anche il successo del gioco, che tuttavia da allora ha fatto capolino in tutti i formati e su tutte le console, grazie ai moltissimi seguiti.

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