Inuyasha è un anime tratto dallo shonen manga di Rumiko Takahashi, e fu trasmesso per la prima volta in Giappone dall’ottobre del 2000 fino al settembre del 2004, mentre in Italia è andato in onda dal novembre del 2001 fino al febbraio del 2011 su MTV.

Le avventure dei protagonisti di questa serie animata si svolgono per lo più nel periodo sengoku o periodo degli stati belligeranti (1467-1603), epoca in cui il Giappone era suddiviso in tanti piccoli feudi costantemente in guerra tra loro; proprio a causa di queste numerose guerre, a quel tempo incominciarono a diffondersi numerose credenze sui demoni, tipiche della religione scintoista.

Così come nelle altre opere della mangaka, anche all’interno di questa serie animata non mancano riferimenti alla letteratura e alla mitologia giapponese, ogni vicenda presenta personaggi letterari, mitologici, reali o presunti, che sono ben conosciuti dalla gente del paese del sol levante e molto amati, o temuti in alcuni casi.

Una kitsune in un’illustrazione dell’artista Kawanabe Kyosai

In giapponese ci si riferisce a queste creature con il termine “yokai” da “yo” ,ovvero “maleficio”, e “kai” ovvero, “manifestazione inquietante”, può essere tradotto con il termine “demone” o “spettro”; esistono diversi tipi di yokai : gli oni sono dei mostri antropomorfi giganteschi simili a degli orchi; gli yokai animali sono dei demoni che hanno l’aspetto di un animale ma che possono anche trasformarsi in un umano, come ad esempio il kitsune, ovvero uno spirito dall’aspetto di una volpe che può avere anche sembianze umane.

In inuyasha il piccolo Shippo, uno dei compagni di avventura dei protagonisti dell’anime, è un giovane demone volpe; Hachiemon è un tanuki, ovvero un demone antropomorfo con le sembianze di un cane procione, si ritiene che essi siano maliziosi e scherzosi, maestri del travestimento e mutaforma, ma in qualche modo ingenui e distratti. Inuyasha invece è un hanyo, ovvero un mezzo demone, nato dall’unione di uno yokai cane e di un’umana; in realtà è un personaggio fittizio creato dalla stessa autrice dell’anime, il cui nome è composto dalla parola “inu” ovvero “cane” e dalla parola “yasha” che deriva dalla parola sanscrita “yasa” e che si riferisce ad uno spirito che vive nella natura selvaggia, originario della mitologia buddhista.

Un tanuki e un nekomata in un’illustrazione del 19° secolo dell’artista Kawanabe Kyosai

Kirara, la fedele compagna di Sango, è un “nekomata” ovvero un demone gatto che possiede due code; riguardo a questa creatura sovrannaturale esiste una leggenda : secoli fa, nella casa di un samurai di punto in bianco cominciarono a verificarsi inspiegabili fenomeni notturni: una strana fiammella vagava a qualche centimetro dal pavimento e fuggiva verso gli alberi dei vicini quando si cercava di prenderla, il filatoio prendeva a girare da solo, oggetti venivano trovati lontano da dove erano stati lasciati.

Un giorno il padrone di casa, che non si era lasciato impressionare da nessuna di quelle stranezze, notò un grosso gatto rossiccio che, comodamente appollaiato sul grande albero in giardino, si guardava intorno con circospezione. Convintosi che esso fosse in qualche modo collegato a quanto accadeva la notte in casa sua, decise di porre fine al tutto prendendo il proprio arco e scagliando una freccia contro l’animale. Il colpo fu preciso e per l’animale, nonostante qualche frenetico tentativo di liberarsi del dardo, non ci furono speranze. Accorso ad esaminare il corpo del gatto, il samurai notò che aveva dimensioni enormi, forse raggiungeva il metro e mezzo di lunghezza, ma soprattutto aveva due code.
Fatto sta che da quel giorno nella casa del samurai non si verificò più nulla di anomalo.

Un altro tipo di yokai sono gli tsukumogami, ovvero degli oggetti di vita comune che prendono vita dopo secoli, come il demone dei capelli chiamato Yura che viene sconfitto da Kagome e Inuyasha nei primi episodi; il suo vero aspetto è quello di un antico pettine cerimoniale rosso.

Recuperate Inuyasha Stg.1 (Box 4 Dvd)

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