Star Wars: Exegol, la storia del pianeta dei Sith

Come e perchè Exegol è diventato il pianeta Sith.

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Il romanzo per ragazzi di Star Wars: L’ascesa di Skywalker rivela la storia del pianeta dei Sith Exegol. Il film finale della trilogia sequel è essenzialmente la storia dell’ultima sconfitta dell’Imperatore Palpatine. Il Signore Oscuro dei Sith era stato rovesciato ne Il ritorno dello Jedi e apparentemente ucciso, ma il suo spirito si era rifugiato in un corpo clone e quindi è potuto tornare.

Lungi dall’essere estinti, i Sith erano fioriti nel loro ultimo avamposto, il pianeta Exegol. Palpatine fu resuscitato su Exegol, nascosto nella galassia nelle profondità delle Regioni Ignote, al sicuro dietro un labirinto di tempeste solari, magnetosfere, buchi neri, pozzi gravitazionali e cose molto più strane. Lì, aveva preparato il suo Ordine Finale, una flotta di Star Destroyer armati con armi capaci di distruggere un pianeta.

Il romanzo arricchisce brevemente la storia di Exegol, rivelando come fosse diventata una roccaforte dei Sith. In una scena chiave, Rey sfoglia le pagine dell’Aionomica – uno dei vecchi testi Jedi – e legge la differenza tra Jedi e Sith:

“Il Prime è Uno, ma i Jedi sono molti. I Sith erano molti ma spesso emergono governati da due. I semi degli Jedi sono stati seminati in tutta la Galassia, su Ossus, Jedha, Xenxiar e altri. I Sith non hanno semi, dal momento che ciò che seppelliscono non cresce. Sono i distruttori dei mondi e hanno trasformato in aridi luoghi habitat fertili come Korriban, Ziost, Ixigul, Asog e altri”.

Questo è un testo Jedi, ovviamente, il che significa che difficilmente si può dire che sia imparziale. Tuttavia, supponendo che lo storico Jedi che lo registrò sia stato anche lontanamente accurato, Exegol – noto con l’antico nome Ixigul, come nelle prime bozze della sceneggiatura del film – era una volta un pianeta fertile. L’Impero Sith aveva scoperto Exegol, e senza dubbio vide il potenziale di un’ultima fortezza inespugnabile alla quale solo loro potevano accedere per mezzo del Wayfinder. Se un tempo questo era davvero un luogo ricco di vita, i Sith certamente lo hanno “spogliato”, dato che Exegol dell’ultimo Star Wars è sterile e devastato dal Lato Oscuro della Forza.

Lo stesso romanzo nomina anche un paio di mondi Sith chiave del vecchio universo espanso, contribuendo ad assorbirli nel canone. Korriban, ad esempio, era il nome del pianeta natale dei Sith nell’UE; a George Lucas è piaciuto il concetto, ma ha lasciato cadere il nome in Star Wars: The Clone Wars, chiamando invece il pianeta “Moraband”. Ziost è stato un altro bastione chiave dell’Impero Sith nell’UE e uno dei suoi primi re – Ommin – è stato sottilmente citato nel romanzo per adulti di Star Wars: The Rise of Skywalker di Rae Carson. Asog è completamente nuovo nella tradizione di Star Wars.

Anche i riferimenti agli Jedi sono interessanti, suggerendo che i semi dell’Ordine Jedi sono stati seminati su numerosi mondi; Ossus era il pianeta natale degli Jedi nell’universo espanso, già canonizzato; l’antico santuario di Jedha è apparso in Rogue One: A Star Wars Story; e Xenxiar è un altro nuovo mondo. Il “Prime” è, ovviamente, il Prime Jedi; un murale di questo primo Jedi è stato visto in Star Wars: Gli ultimi Jedi ed è probabilmente legato a una razza di alieni chiamata Zeffo la cui storia è stata esplorata nel gioco Jedi: Fallen Order.

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