Kodomo no hi: La festa dei bambini

Oggi, 5 Maggio, in Giappone è il "Kodomo no hi”, ovvero “il giorno dei bambini”, l’ultimo evento che rientra nella cosiddetta “Golden Week” (“la settimana d’oro”), il periodo di vacanze più lungo soprattutto per i lavoratori.

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La “festa dei bambini” è una festività istituita nel 1948, per celebrare la presenza dei bambini nelle famiglie; affinché essi crescano forti e in salute, liberi dagli influssi negativi. Tale ricorrenza esisteva già da tempi più antichi, era chiamata “Tango no sekku“, ovvero “festa dei ragazzi” e veniva festeggiata nelle famiglie aventi dei bambini o dei ragazzi; essa è di origine cinese e venne introdotta in Giappone nel periodo Heian (794-1185 d.C), quando l’influenza cinese sul paese del sol levante era molto forte.

Ma come viene celebrato oggi il Kodomo no hi?

Durante “il giorno dei bambini” ogni famiglia crea degli aquiloni a forma di carpa, chiamati “koi no bori” ovvero “carpa aquilone”; essi sono fatti di carta o di stoffa e vengono appesi su delle lunghe aste in modo tale che svolazzino grazie alla brezza primaverile; in Giappone la carpa è simbolo di buon auspicio, di forza e perseveranza, perché essa è capace di risalire il fiume controcorrente per andare a deporre le sue uova. Gli aquiloni svolazzanti ricordano un po’ le carpe che risalgono la corrente del fiume e rappresentano quindi la resistenza, il coraggio e la capacità di affrontare tutte le difficoltà.

I “koi no bori”

I “koi no bori” vennero introdotti nel periodo Edo (1603-1868 d.C) ma allora erano di colore nero; successivamente nell’epoca Meiji (1869-1912 d.C) venne aggiunto il colore rosso, mentre nell’epoca Showa (1926-1989 d.C), il blu. Gli aquiloni rappresentati con questi colori hanno ognuno il proprio significato:

  • Quello di colore nero è il più grande e viene posto nella parte alta dell’asta, rappresenta il padre;
  • Quello di colore rosso è un po’ più piccolo e viene posto sotto al nero, rappresenta la madre;
  • Quello blu è ancora più piccolo e viene posto alla fine dell’asta, rappresenta il figlio;

Più tardi vennero aggiunti altri aquiloni a forma di carpa di diversi colori, come il verde o il giallo, che rappresentano gli altri bambini della famiglia; tal volta in cima all’asta possiamo trovare un altro tipo di aquilone chiamato “Fukinagashi”.

Un’altra icona molto importante durante questa festività è “Kintaro con il Kabuto”, un personaggio mitologico del folklore giapponese molto popolare anche nelle antiche rappresentazioni teatrali; Kintaro è raffigurato come un bambino dalla forza sovraumana e tal volta con i capelli a “caschetto”, che ricordano un po’ l’elmo dei guerrieri nipponici (kabuto).

Durante il kodomo no hi le famiglie giapponesi usano acquistare delle statuette che rappresentano Kintaro nelle vesti di samurai; oggi la figura di questo bambino è considerata di buon auspicio, affinché i bambini crescano sani, forti e coraggiosi come lui; essa sembra essere basata su un uomo realmente esistito denominato Sakata Kintoki, che visse durante il periodo Heian e che e divenne famoso per le sue abilità di guerriero; per questo motivo nell’antichità divenne simbolo di forza, coraggio e rettitudine, tipica dei guerrieri, cui i bambini dovevano ispirarsi.

Kintaro

 

CIBO DELLA TRADIZIONE

Alcune delle pietanze che i giapponesi amano consumare durante questo evento sono :

  • Il Chimaki, ovvero un fagottino di riso glutinoso avvolto nelle foglie di bambù e cotto al vapore; in origine questo piatto fu portato in Giappone dalla Cina, ma mentre quello cinese risulta salato e riempito con ingredienti quali, carne di manzo, salsiccia, funghi, quello giapponese è dolce e viene consumato senza ripieno, con uno sciroppo di zucchero e salsa di soia;
  • Il Kashiwamochi, ovvero un fagottino di riso glutinoso ripieno di marmellata di fagioli rossi (azuki) avvolto in una foglia di quercia.
Kashiwamochi
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