Ainu: gli indigeni del Giappone

Sapevate che nel Nord del Giappone, più precisamente ad Hokkaido, vive una popolazione indigena?

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Gli ainu (letteralmente “umani”) sono un gruppo etnico stanziato soprattutto nel nord dell’Hokkaido, sulle isole Curili e sull’isola di Sakhalin, situata nella parte più ad est della Russia; considerati i primi abitanti dell’arcipelago giapponese, con il tempo furono costretti a rifugiarsi verso nord a causa dell’invasione delle antiche popolazioni provenienti dalla penisola coreana.

Esistono diverse leggende legate all’origine di questa cultura che sono state tramandate attraverso alcuni testi giapponesi molto antichi come il Kojiki e il Nihonshoki; ma secondo quanto affermato da alcuni recenti studi gli ainu deriverebbero da un ceppo etnico proveniente dalla Siberia che si è separato 11000/12000 anni fa; esso giunse fino in Giappone dando vita alla civiltà del cosiddetto “periodo Jomon” che prende il nome dal tipico vasellame decorato con delle corde impresse nell’argilla.

Gli uomini ainu erano soliti portare barba e capelli molto lunghi, anche per questo motivo venivano spesso discriminati dai giapponesi che li consideravano dei “selvaggi”

Qualunque sia la loro origine c’è da dire che gli ainu hanno caratteristiche del tutto diverse dai giapponesi:

innanzitutto a differenza dei nipponici, essi sono più bassi, hanno arti più piccoli, sono di costituzione più robusta, gli uomini sono soliti portare sia barba che capelli molti lunghi mentre le donne, un tempo, dovevano disegnarsi una sorta di tatuaggio attorno alla bocca per indicare che erano in età da matrimonio.

Le donne ainu erano solite portare un tatuaggio sulle labbra che indicava che avevano raggiunto l’età giusta per sposarsi (di solito intorno ai 15/16 anni)

Si ipotizza che la loro lingua sia il frutto dell’incrocio di una serie di dialetti parlati in Giappone e in Russia ma essa viene considerata per lo più una lingua isolata; per quanto riguarda le loro usanze, gli ainu vivevano di pesca e di caccia, risiedevano in dei villaggi detti “kotan” e seguivano una religione di tipo animista, quindi credevano che qualsiasi cosa su questa terra fosse dotato di uno spirito (kamuy); la figura più importante del villaggio era lo sciamano, ovvero l’unico che poteva comunicare con gli spiriti.

Già nell’antichità in Giappone vigeva l’ideologia secondo cui, per avere la meglio sugli altri popoli, era necessario rendere il paese del sol levante una nazione etnicamente unita, unica ed omogenea; tutte le persone facenti parte di minoranze etniche, come i nippocoreani, ovvero i discendenti di immigrati della vicina penisola, venivano fortemente discriminati. Nel 1939 essi vennero costretti a rinunciare persino ai loro nomi di origine e ad adottarne uno giapponese.

Gli ainu furono trattati ancora più duramente a causa del loro stile di vita, considerato più “selvaggio” perché legato alla caccia e alla pesca e in stretto contatto con la natura; essi vennero costretti ad adattarsi alla cultura dominante, comportandosi da giapponesi e abbandonando le loro tradizioni, la loro religione, il loro idioma; come per i nippocoreani, furono costretti ad adottare un nome completamente giapponese.

Malgrado questo tentativo ben orchestrato di cancellare per sempre l’identità ainu, a distanza di oltre cent’anni questa popolazione, così antica e ricca di mistero, è riuscita a sopravvivere fino ai nostri giorni.

Dopo secoli di soprusi, nel 1997 venne indetta la “Culture Promotion Law” con la quale si riconosceva agli ainu il diritto a mantenere le proprie credenze e le proprie tradizioni.

GLI AINU OGGI

La popolazione ainu si concentra principalmente in piccoli centri dell’Hokkaido; ormai sono rimasti circa 150.000 di sangue “puro”, non sono più presenti madrelingua poiché molti ainu, per evitare potenziali discriminazioni, hanno cercato di integrarsi il più possibile con i giapponesi, assimilandone usi e costumi; a 23 anni dalla Culture Promotion Law sopravvivono ben poche comunità ainu che vivono per lo più in centri per turisti. Oggigiorno sono molti gli sforzi del governo giapponese, nel quale sono presenti anche delle rappresentanze ainu, per conservare e ripristinare lingua e cultura.

 

CURIOSITÀ

Asiripa e Sugimoto in una scena dell’anime Golden Kamuy

Recentemente è stato pubblicato il trailer della terza stagione di “Golden Kamui”, un anime ambientato intorno al 1900 che narra le avventure di Sugimoto, un soldato sopravvissuto alla guerra russo-giapponese, e di Asiripa, una ragazza ainu; l’anime in questione è davvero coinvolgente ed offre tante informazioni sugli usi e i costumi della popolazione ainu.

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