7 aprile 1979: Gundam rivoluziona il genere mecha in Giappone

La serie che ha portato il mecha ad una dimensione umana.

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Mobile Suit Gundam fa infatti il suo debutto il 7 aprile 1979 sulle frequenze di Nagoya Broadcasting Network.

Il pubblico si trova di fronte un anime di genere mecha che tuttavia si distacca dalla tradizione che finora lo aveva accompagnato, soprattutto grazie alle creazioni di Go Nagai.

Gundam inaugura un nuovo sottogenere, il real mecha, in cui i robot non raccolgono fulmini dal cielo o hanno yo-yo elettronici, ma partecipano realisticamente ad una guerra, con tutte le sofferenze che questa comporta. Le guerre tra robot infatti sono spesso la scusa per indagare i sentimenti dei personaggi, più che per mostrare una distruzione fine a se stessa.

La serie, dunque, si stacca da quella tradizione che si rifaceva alle opere di Go Nagai, in cui i robot erano in realtà creature fantastiche, quasi magiche alla luce della tecnologia di allora, ed in cui i combattimenti erano al centro di ogni puntata (anche se non mancano approfondimenti psicologici dei personaggi, anche avversari, come Flora in Kotetsu Jeeg); ora in Gundam erano le persone al centro, una tradizione che avrebbe avuto il suo sviluppo ulteriore in Neon Genesis Evangelion, in cui anche il finale avrebbe riguardato esclusivamente il personaggio principale, Shinji, e non la guerra che combatteva.

Dietro questa rivoluzione il nome da citare è quello di Yoshiyuki Tomino, regista formatosi alla scuola di Osamu Tezuka e che è considerato uno dei padri del genere mecha grazie ad opere come Zambot 3 (1977), Ideon (1980), Seisenshi Dunbine (1983) e Mobile Suit Z Gundam (1985), tutte opere fortemente influenzate dallo stato d’animo che lo perseguitava in quegli anni.

Tuttavia all’inizio la creazione di Tomino non incontra il successo sperato, con la conseguenza che la serie viene interrotta prima del tempo, anche se gode comunque di un finale. Ma con il tempo e con il rilancio operato da Bandai con i gunpla l’anime viene presto riscoperto e entra nella storia dell’animazione giapponese come la conosciamo, grazie anche alla creazione di un universo condiviso (in realtà varie linee temporali) che ci hanno accompagnato negli anni.

In Italia la serie arriverà un anno dopo, il 9 febbraio 1980 su Telemontecarlo.

1 commento

  1. Da bambino mi sono nutrito degli anime di Go Nagai di Sampei Shirato (manga per la verità, ma io ho visto solo gli anime),ed il Gundam ha fatto la sua parte. Gli zac, invincibili, che si muovevano nello spazio come soldati ben addestrati. Amo il Giappone, e lo devo a questi anime, tanto che a 50 anni ancora mi interesso a quella terra. Mi rendo conto però che è un’utopia, ma dentro di me, sento i giapponesi come fossero dei miei concittadini, ma ho scoperto che per loro noi siamo gaijin,ed allora ho capito che quegli ideali magnifici degli anime, sono solo sogni, pure loro sono dei grandi razzisti, come tutti gli abitanti del mondo

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