Fate/GrandOrder: Babylonia – Ishtar ed Ereshkigal

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Continuiamo la serie di leggende legate ai personaggi di “Fate/Grand Order – Absolute Demonic Front Babylonia” con altri due personaggi di origine babilonese: Ishtar ed Ereshkigal.

Nella mitologia sumera e babilonese Ishtar era la regina degli dei, dea della fertilità, dell’amore e della guerra. In alcuni racconti è figlia del dio della luna, Sin, e sorella del dio del sole, Šamaš, mentre in altri invece è figlia di Anu, il dio del cielo, in tutte le versioni, tuttavia, è sempre associata al pianeta Venere e sorella di Ereshkigal, dea degli inferi.

In quanto dee della fertilità e della morte Ishtar ed Ereshkigal simboleggiano l’alternarsi delle stagioni e sono la controparte l’una dell’altra.

Il culto di Ishtar era molto diffuso in tutta la Mesopotamia e a lei erano dedicati templi in quasi tutte le città. In particolare, era la patrona di Uruk dove le era stata dedicata una delle porte della città e aveva un grandioso tempio assieme al dio del cielo Anu: E-anna (“Casa del Cielo”). Ereshkigal, regina dell’oltretomba, al contrario di come viene mostrata animelle veniva a volte descritta come una specie di chimera: con il corpo di un pesce, con però scaglie di serpente invece di squame, mani umane e zampe di cane.

Il mito più famoso riguarda entrambe le dee e si tratta della discesa negli inferi di Ishtar, anche se essendo una leggenda estremamente antica ne esistono diverse versioni.

Ishtar un giorno decide di recarsi negli inferi, chiamati Kur o Irkalla, per porre ad Ereshkigal le condoglianze per la morte del marito Gugalanna, il “Toro Celeste” ucciso da Gilgamesh ed Enkidu. Scendendo, Ishtar fu costretta a passare attraverso a sette cancelli e a lasciare ad ognuno di essi uno dei vestiti o gioielli che indossava, simbolo del suo potere e della sua divinità. Arrivata finalmente da Ereshkigal, ormai nuda, questa la fa uccidere lanciandole addosso sessanta malattie e impedendole di lasciare l’oltretomba perché gelosa della sua bellezza e del suo ruolo di dea dell’amore.

 

Per via della scomparsa di Ishtar dalla Terra, uomini ed animali smisero di accoppiarsi: senza la dea era scomparsa anche ogni forma di amore e fertilità.

Il dio dell’acqua Enki, preoccupato per la situazione, decise dunque di inviare negli inferi due suoi demoni per salvarla: Kurgarra e Galatur, che volano nell’oltretomba e, con le loro lusinghe, riuscirono ad ingannare Ereshkigal e a farle rilasciare il corpo di Ishtar che fecero risorgere versandole addosso l’acqua della vita.

Tuttavia, per poter lasciare gli inferi, Ishtar doveva trovare un sostituto. Non volendo sacrificare persone a lei devote, scelse invece Tammuz, suo marito, che trovò seduto sul trono del suo tempio per nulla preoccupato per la scomparsa della moglie, che venne trascinato via dai demoni infernali.

Secondo un’altra versione alquanto popolare, Ishtar si era recata negli inferi proprio per vedere Tammuz, che era stato ucciso. In questa versione non chiesero di trovare un sostituto ma le venne permesso di vedere il marito solo sei mesi all’anno, come metafora per l’alternarsi delle stagioni.

 

Queste divinità così antiche non sono però del tutto sparite dalla mitologia successiva: Ishtar divenne la dea Astarte nella cultura fenicia e Afrodite in quella greca (ovviamente subendo qualche modifica) mentre Ereshkigal divenne Ecate nella tradizione greca, dea dei demoni, della notte dei fantasmi e dei morti e alcuni dei suoi tratti come regina dell’oltretomba passarono probabilmente e Persefone.

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