Karuta: l’antico gioco di carte giapponese

Visto che sta per concludersi la terza stagione di Chihayafuru, un anime incentrato su un gioco di carte tipico del Giappone e ricco di particolari sulla letteratura giapponese, ecco un breve approfondimento sul karuta per tutti gli appassionati di cultura nipponica.

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Il termine karuta indica sia i mazzi di carte tradizionali che i diversi giochi di carte, esso deriva dalla parola portoghese “carta”, questo perché le carte da gioco furono introdotte in Giappone all’inizio del 1600 dai mercanti portoghesi.

Esistono mazzi di carte di derivazione portoghese come quello dell’unsun karuta, che ha la particolarità di avere delle carte con dei draghi proprio come in quello originale. Questi ultimi vengono utilizzati ancora oggi ma nel periodo del Sakoku(1641-1853), ovvero dell’isolamento di tutto il paese del sol levante con l’estero, vennero banditi. Per questo motivo la loro configurazione è stata modificata in modo da renderla più affine alla cultura giapponese.

Alcuni karuta derivano dall’adattamento di un gioco autoctono molto antico denominato uta awase, esso era praticato dalla nobiltà attraverso l’uso di conchiglie marine su cui venivano dipinte delle poesie; col passare del tempo venne introdotto l’uso delle carte ed è così che si sono venuti a creare nuovi tipi di giochi come l’uta karuta.

Un mazzo di carte dell’uta karuta molto antico

UTA KARUTA

L’uta karuta (letteralmente “carte delle poesie”) è proprio la versione di karuta che viene praticata nell’anime “chihayafuru”; è chiamata così perché su ciascuna delle carte da gioco vi è scritto un tanka. I tanka sono dei componimenti molto antichi composti da appena cinque versi, per un totale di trentuno sillabe.

L’antologia utilizzata è denominata Hyakunin-isshu (letteralmente “cento persone, un poema”), essa è composta da cento poesie di diversi autori appartenenti per lo più alla classe nobiliare e fu compilata dal famoso poeta Fujiwara no Teika nel periodo Heian (794-1185 d.C).

Dato che durante l’età antica l’uta karuta veniva praticato per lo più dai nobili, nell’anime ciascun componente della squadra di Chihaya (la protagonista) indossa un abito tradizionale, soprattutto per sottolineare l’importanza culturale di quello che in Giappone è ormai considerato a tutti gli effetti uno sport.

Chihaya in una scena dell’anime “chihayafuru”

Nel 1957 è stata fondata la prima associazione per giocatori di karuta chiamata “All Japan Karuta”, la quale organizza dei tornei sia per uomini che per donne.

Sebbene sia praticato da una vasta gamma di persone, soltanto chi possiede un’ottima memoria e una grande agilità riesce a giocare il karuta a livello agonistico.

I tornei sono divisi in 5 classi:

la più bassa è la classe E a cui possono partecipare i principianti, la Classe D è il livello intermedio e poi ci sono la Classe B e la Classe A che sono i livelli più alti. Per salire alle classi superiori bisogna accumulare diverse vittorie nelle classi inferiori. Ci sono anche dei tornei locali organizzati in base all’età o al grado di scuola e non in base alla classe dei giocatori.

Ogni anno nel santuario chiamato Omi Jingu, situato a Otsu, nella prefettura di Shiga, si tiene il campionato nazionale di karuta. I componenti della Classe A, accumulando un certo numero di vittorie, possono ambire a vincere il titolo più alto di campione e campionessa di karuta, rispettivamente Meijin(“maestro”) per gli uomini e Queen per le donne; il campione che vince il torneo sette volte è conosciuto come Maestro Eterno di karuta.

IL GIOCO

 

Le carte yomifuda e torifuda

 Per praticare il karuta si utilizzano due tipi di carte: le prime cento sono le yomifuda (letteralmente “carte da leggere”) su ciascuna delle quali vi è disegnata la figura dell’autore, il suo nome e il tanka, mentre le altre cento sono le torifuda (letteralmente “carte d’afferramento”), carte con solo la parte di chiusura della poesia.

Si può giocare con il metodo chirashi-dori, cioè un lettore che legge le yomifuda e tre o più giocatori, oppure con il metodo genpei-gassen, cioè un lettore e due squadre di uno o più giocatori ciascuno.

Il gioco consiste nell’accaparrarsi più velocemente la carta che viene letta dal lettore, prima che lo faccia il proprio avversario, e vince la partita chi per primo accumula più carte.

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