Chichi no hi: il giorno del papà in Giappone

Pubblicato il 19 Marzo 2020 alle 11:00

Qui in Italia il 19 marzo di ogni anno è la festa del papà e come in altri paesi di tradizione cattolica, questa ricorrenza è legata alla figura di San Giuseppe, proclamato dalla Chiesa cristiana protettore dei padri di famiglia; non a caso è festeggiato proprio il medesimo giorno.

In Giappone il 「父の日」”chichi-no-hi” (letteralmente “il giorno del papà”) cade la terza domenica del mese di giugno(quest’anno sarà il 21 giugno), proprio come negli Stati Uniti d’America; questo perché l’evento non ha origini autoctone ma è stato probabilmente introdotto nel paese del sol levante durante l’occupazione americana.

Così come in Italia e negli altri paesi del mondo, anche in Giappone la festa del papà è un’occasione per dimostrare affetto e gratitudine nei confronti della figura paterna; nelle scuole elementari gli insegnanti organizzano delle attività ricreative durante le quali i bambini possono preparare dei regalini per il proprio papà, come ad esempio dei disegni ritraenti tutta la famiglia, delle letterine di auguri o degli origami a forma di gru; in Giappone quest’ultima assume un significato molto importante, ovvero quello di buona fortuna e buona salute.

Origami a forma di gru

I più grandi invece scelgono di regalare al proprio padre delle bevande alcoliche particolari, delle sigarette più costose, dei dolci e dei capi di abbigliamento.

Per l’occasione molti negozi offrono dei pacchetti speciali e delle “limited edition”, come ad esempio un pacchetto di birre in lattina personalizzabile con su scritto 「お父さんありがとう」”Otousanarigatou” ovvero,  “Grazie, papà”, oppure qualsiasi altro messaggio si desideri.

Un altro regalo davvero apprezzato è l’unagi, ovvero l’anguilla, una pietanza considerata dai giapponesi molto prelibata e di conseguenza anche costosa; alcuni supermercati offrono addirittura dei pacchetti personalizzabili con delle anguille già pronte da gustare.

Unagi, una pietanza molto prelibata

Un’altra pietanza prelibata che viene spesso regalata in questa ricorrenza è il wagyu, un tipo di carne molto pregiato dai tessuti ricchi di grassi insaturi che la rendono particolarmente saporita e tenera.

Wagyu, un tipo di carne molto pregiato

Per i papà che tornano da lavoro stanchi e preferiscono passare la serata comodamente a casa, un regalo molto quotato è il Jinbei, ovvero un indumento tradizionale giapponese composto da una sorta di giacca con maniche molto ampie e corte, e in abbinamento un paio di pantaloncini anch’essi larghi all’estremità.

Tradizionalmente questo completo è fatto di canapa o di cotone, spesso tinto di colore blu o verde mentre i jinbei moderni hanno anche delle stampe o trame floreali molto colorate e ne esiste anche una versione femminile più colorata, decorata con stampe dell’iconografia giapponese.

jinbei, un capo d’abbigliamento della tradizione giapponese

Di solito la fisionomia giapponese è molto più esile della nostra, per cui esistono dei negozi di abbigliamento per uomo specializzati anche nella vendita di taglie d’abbigliamento piccole.

Durante il chichi no hi alcuni di questi negozi lanciano delle campagne chiamate “ikepapa” da “ikemen papa”, ovvero “papà affascinante”, con lo scopo di attirare le ragazze giapponesi che pensano che un papà minuto non sia tanto “cool”; queste campagne consistono nella vendita di capi di abbigliamento coordinati, che vanno molto di moda tra i papà giapponesi compresi in una fascia d’età che va dai 50 a i 60 anni.

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