Hanami: osservare i fiori di ciliegio

Quando arriva la primavera ed i fiori di ciliegio iniziano a sbocciare, è tempo di hanami.

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Le strade del Giappone sono ricche di alberi di ciliegio che con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, adornano i quartieri giapponesi grazie ai loro fiori candidi e profumati.

Esistono diversi tipi di alberi di ciliegio: il più antico è il Jindai Zakura, si trova ancora oggi nel giardino del tempio di Jisoji a Mukawa, una cittadina a ovest di Tokyo nella prefettura di Yamanashi. Una leggenda narra che l’albero fu piantato 2000 anni fa da un eroe di nome Yamato Takeru no Mikoto per celebrare la morte della sua amata. Il Jindai Zakura è caratterizzato da un tronco robusto di 13 metri e mezzo di circonferenza e da tanti piccoli fiori di un rosa chiaro. La più famosa varietà di alberi di ciliegio giapponese è invece chiamata Somei Yoshino, ed è caratterizzata da fiori bianchi con sfumature rosa pallido; essa è stata introdotta in Giappone durante l’era Meiji da un fioraio che viveva nel villaggio di Somei (odierna Kamagome, nella prefettura di Tokyo) e che le ha donato il nome di Yoshino Zakura, attualmente è conosciuta in tutto il mondo come Sakura, ovvero “bocciolo di ciliegio”.

Primo piano dei fiori di ciliegio giapponese
Il Jindai Zakura, l’albero di ciliegio giapponese più antico

L’HANAMI

Il termine hanami è costituito dal kanji della parola fiore 花 e dal kanji del verbo vedere 見 , in italiano dunque può essere tradotto come “osservare i fiori”. È stato utilizzato per la prima volta nel periodo Heian (764-1185 d.C) nel Genji Monogatari, quello che viene considerato uno dei primi romanzi della storia della letteratura giapponese.

In realtà l’hanami è una festività ricca di significato in quanto, secondo i giapponesi, così come i fiori di ciliegio tendono subito a sfiorire e a cadere al suolo, così la vita si conclude in fretta ed è per questo motivo che dobbiamo apprezzarla e viverla pienamente. Dunque con l’hanami si festeggiano sia l’inizio della primavera e la rinascita della natura sia la consapevolezza della caducità della vita.

Ancora oggi gli abitanti del Giappone si recano all’ombra dei ciliegi per ammirare la loro fioritura e per consumare un sostanzioso pic-nic con amici o parenti. La tradizione vuole che per festeggiare l’hanami si preparino i sakuramochi, dolci composti da un impasto di farina di riso colorato di rosa al cui interno è inserita la marmellata di fagioli rossi anko; questi dolcetti vengono avvolti da una foglia di ciliegio giapponese e si consumano bevendo del buon sake.

Ma lo spettacolo dei fiori di ciliegio continua anche di notte e prende il nome di yozakura, ovvero “fiori di notte”. Infatti a Tokyo vengono predisposte delle particolari illuminazioni che esaltano anche la bellezza notturna dei sakura rendendo l’atmosfera magica.

Gruppi di giapponesi che fanno hanami
Il sakuramochi, un dolcetto giapponese tipico del periodo dell’hanami

LE ORIGINI

Secondo una leggenda l’hanami ha origini antiche risalenti al VII secolo a.C, quando un sacerdote di nome En-no-Ozuno piantò i primi semi di ciliegio sulle colline di Yoshino e per proteggerli lanciò una maledizione su tutte le persone che avessero tentato di abbatterli.

Si racconta che la nascita di questa tradizione sia legata all’influenza della dinastia cinese dei Tang sul Giappone del ‘700 d.C, i quali adoravano contemplare la natura e in particolare la fioritura degli alberi di ume (prugno giapponese), ma durante il periodo Heian l’attenzione si spostò sui fiori di ciliegio. Infatti si iniziò a diffondere la credenza che in questi alberi vivessero dei Kami, ovvero delle divinità, in grado di indicare il momento migliore per la semina del riso.

Inizialmente i festeggiamenti dell’hanami erano prerogativa della nobiltà, il primo ad aver organizzato feste e danze sotto gli alberi di ciliegio è stato l’imperatore Suga, che regnò dall’809 all’823 d.C. Successivamente questa usanza venne aperta anche agli altri ceti della società e viene celebrata da gran parte dei giapponesi ancora oggi.

Coppia di nobili che festeggiano l’hanami, dipinto di Utagawa kunisada del 1852

L’HANAMI NELL’ANIMAZIONE GIAPPONESE

Così come nella vita reale, anche nei manga, negli anime e nei film di animazione giapponese sono presenti scene riguardanti l’hanami e la fioritura dei ciliegi.

Ad esempio negli episodi numero 12 e 19 di Honey and Clover, ci sono diverse scene che coinvolgono i protagonisti nello spettacolo dei ciliegi in fiore ambientate durante i festeggiamenti dello yozakura.

In alcuni anime scolastici come Clannad non mancano le scene di apertura del nuovo anno scolastico che si tiene in primavera. Esse sono sempre accompagnate da una cascata di petali portati via dal vento.

Il termine sakura è molto utilizzato come nome proprio femminile anche tra le protagoniste dell’animazione giapponese, come ad esempio nell’anime “Pesca la tua carta Sakura” e nel film “Voglio mangiare il tuo pancreas”.

Lo yozakura in una scena dell’anime di honey and clover

CURIOSITÀ

Anche in Italia è possibile ammirare la bellezza dei Somei Yoshino in fiore. Basta recarsi al laghetto dell’Eur di Roma e passeggiare per la via “Passeggiata del Giappone”. Questo percorso è nato nel 1959 come testimonianza dell’amicizia tra Italia e Giappone ed è stato creato grazie alla donazione di 150 alberi di ciliegio giapponese dall’allora primo ministro Nobusuke Kishi.

Il lago dell’EUR a Roma
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2 Commenti

  1. Sono un’amante del Giappone e non a caso sono italogiapponese, e mi piacerebbe molto se fareste molti articoli dedicato su esso perché io ce l’ho proprio nel cuore della mia cultura. E tutte le volte che leggo un articolo su esso mi si stritola il cuore a solo leggere “Giappone”. Vi scongiuro fate più articoli sul Giappone, soprattutto nel periodo primaverile. 🙃

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