The Flash #750: pagine in anteprima e voci su 5G e il post-Dan DiDio

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È un weekend singolare in casa DC che ha confermato la sua presenza al C2E2 attualmente in corso a Chicago ma su cui pende l’ombra di una situazione editoriale e dirigenziale in pieno riassetto dopo la fuoriuscita del publisher Dan DiDio, potete leggerne i dettagli QUI.

Quali sono le ultime voci e indicazioni trapelate nelle ultime ore?

A fornircele è come sempre bleedingcool partendo però da alcune pagine di The Flash #750, in vendita in anteprima proprio alla kermesse di Chicago, che ci danno una importante indicazione sul 5G e sulla fantomatica nuova timeline che Dan DiDio avrebbe proposto e che sarebbe stata anche la causa del suo allontanamento.

ATTENZIONE AGLI SPOILER SU THE FLASH #750 E SU ALTRE PUBBLICAZIONI ANCORA INEDITE IN ITALIA!

In questo momento la continuity vede in atto una serie di contraddizioni abbastanza evidenti: il ritorno in vita di Ma’ e Pa’ Kent, una Young Justice di cui nessuno ricorda nulla, Linda Park che ha iniziato a ricordare i suoi figli, l’esordio di Wonder Woman durante la Seconda Guerra Mondiale ma Steve Trevor che ricorda la sua versione New 52 etc…

Questo a causa di una concomitanza di eventi fra cui Doomsday Clock, la miniserie Flash Forward, Wonder Woman #750, il one shot Superman: Villains.

The Flash #750 offre una prima e audace risposta a questi problemi facendo convivere tutte queste contraddizioni:

Il come e il perché ovviamente non vengono spiegati anche se, soprattutto per i lettori DC più navigati, le risposte sembrano convergere verso il concetto di Hypertime introdotto da Mark Waid nel 1999 durante la serie The Kingdom, ripreso più volte soprattutto da Grant Morrison, fino all’evento Ora Zero del 1994.

Se quindi è questo lo scenario che la DC sta imbastendo quanto dell’idea iniziale di Dan DiDio è rimasta effettivamente ancora in piedi?

L’impianto sarebbe rimasto di fatto inalterato seppur qualche rimaneggiamento è in atto. Nello specifico la rigidità con cui DiDio aveva diviso le varie generazioni di eroi – ricordate la famosa lavagna alle sue spalle – sarebbe stata rimossa in favore di una maggiore libertà di azione per autori e scrittori a cui sarebbe stato chiesto di non sentirsi troppo legati ad una continuity ben precisa: raccontare quello che vogliono, con le versioni che vogliono dei personaggi.

Un approccio “rivoluzionario” che potrebbe creare non pochi mal di testa ai lettori che non avrebbero più un vero e proprio filo conduttore nelle pubblicazioni ma una parco testate tecnicamente sempre fruibile a sé stante.

In questo senso l’idea è avere idee sempre fresche e autori premiati dal responso di pubblico e critico ancora prima che economico. In questo momento la preoccupazione dei piani alti è quella di recuperare terreno rispetto alla Marvel.

Dal punto di vista dirigenziale continua intanto il toto-sostituto con l’ipotesi suggestiva del ritorno in DC di Jeph Loeb appena liberatosi da Marvel Television.

Dal punto di vista editoriale invece i nomi che si fanno per rinnovare il parco scrittori è sempre più legato a background che vanno dalla TV alla letteratura dopo Tim Sheridan e Ken Kristensen altri nomi sono Meghan Fitzmartin (Supernatural) e Geoffrey Thorne (Ben 10).

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