Yoshiki Takaya, creatore di Guyver, compie 60 anni

Auguri al sensei.

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Yoshiki Takaya è stato uno dei fumettisti giapponesi più famosi degli anni Novanta, e non solo in Italia; Edizioni Star Comics pubblicò infatti nel 1994 il primo numero della serie che lo ha consacrato nella storia del fumetto giapponese, ovvero Guyver. Oggi il mangaka compie l’ideale età di 60 anni (è nato infatti il 21 febbraio 1960).

Nonostante infatti Takaya avesse comunque iniziato come fumettista hentai facendosi chiamare Morio Chimi, creando opere comunque celebri come Hades Project Zeorymer, Kyōshoku Sōkō Gaibā, questo il titolo originale della serie Guyver, è passato alla storia per vari aspetti, alcuni positivi, altri negativi.

L’organizzazione segreta Cronos è in possesso delle conoscenze di una razza aliena che aveva progettato dei soldati invincibili. Il giovane Sho Fukamachi entra in possesso di una unità Guyver, in grado di dotare un essere umano di una armatura biologica.

Cronos inizia una caccia all’uomo che provocherà molte vittime e che coinvolgerà tutti i livelli dell’organizzazione che ha ramificazioni sia nella politica che nell’economia.

Cronos riuscirà a prendere il controllo del pianeta instaurando un governo mondiale in cui ai singoli è data la possibilità di scegliere volontariamente se diventare zoanoide acquisendone vantaggi e privilegi. Una rete clandestina di resistenza utilizzerà però il potere dei Guyver per cercare di abbattere quel regime.

Guyver ha debuttato il 18 febbraio del 1985 sulla rivista Shonen Captain di Tokuma Shoten e successivamente nel 1999 la serie venne ripresa da Kadokawa Shoten che la pubblicò prima su Ace Next, poi dal 2002 su Shonen Ace e quindi dal 2009 su Young Ace.

In Italia venne pubblicato dal 1994 da Edizioni Star Comics prima su Techno e poi su Storie di Kappa.

Come tutti sanno, una delle caratteristiche è la sua longevità, non tanto perchè la trama si allunga (anzi, solo gli scontri ultimamente si allungano a dismisura, e la trama per questo non riesce a proseguire), quanto perchè definire aperiodica la sua pubblicazione è un eufemismo che solo i lettori de La Maschera di Vetro o di Bastard!! possono comprendere pienamente.

E dubitiamo che vedremo un finale…

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