The Witcher: Andrzej Sapkowski sulle polemiche legate alle etnie

Pubblicato il 15 Febbraio 2020 alle 15:30

Apprezzatissima da tutti, The Witcher tornerà su Netflix il prossimo anno con la seconda stagione e, nel frattempo, l’autore dei libri dai quali la serie è ispirata, Andrzej Sapkowski, è intervenuto in merito alla polemica circa l’adattamento televisivo dei vari tratti somatici dei popoli.

“Da quanto ricordo, il colore della pelle non è mai stato discusso in dettaglio nei miei libri, quindi gli adattatori possono fare liberamente il loro mestiere, tutto è possibile e tutto è permesso, è andata come doveva andare.

Hanno fatto la mia zerrikaniana bionda, mora nel fumetto, perché l’artista poteva, in quanto artista, liberamente farlo. In Troy: Fall of a City di Netflix, Achille è interpretato da un attore nero.

Achille era, come sappiamo, il figlio del re Peleo della Tessaglia e della nereide Teti. La serie sembra mettere in discussione la sua immagine canonica e suggerire un’interferenza nubiana. E questo non è poi così inverosimile, anzi.

La mia storia non è slava o medievale, è semplicemente fantasy canonico e le influenze sono molteplici, non soltanto dalla mitologia slava” le parole di Sapkowski a Wyborcza, con l’intervista tradotta su Reddit.

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