9 febbraio 1979: I Guerrieri della Notte arriva al cinema

Un film cult che non ha ancora smesso di raccontarci la sua New York.

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I Guerrieri della Notte, in originale The Warriors, quando uscì nei cinema USA non fu certo incoronato dalla critica, che anzi non capì il senso di novità che quel film portava.

Novità nella narrazione, nelle tematiche, ma non certo nell’idea alla base del film: quella del viaggio, una tematica che da sempre affascina prima gli ascoltatori e poi gli spettatori.

I Guerrieri della Notte, infatti, come saprete se avete visto il film, dopo l’omicidio di Cyrus nel Bronx, devono tornare nel loro territorio di Coney Island, dove saranno al sicuro; ma la strada è lunga e pericolosa e lungo il viaggio dovranno affrontare tutte le bande rivali, chiamate a vendicare Cyrus dalla radio ufficiale delle gang e dalla sua speaker Dolly Bomba.

Nella creazione del romanzo originale di Sol Yurick, un ruolo molto importante l’ha avuto una antica opera di storia classica, ovvero l’Anabasi di Senofonte, in cui lo storico ateniese, che aveva partecipato come mercenario ad una guerra civile persiana, racconta della risalita (la traduzione letterale del termine “anabasi” in italiano) dei greci da Babilonia al Mar Nero, dopo che Ciro il Giovane (da qui il nome Cyrus per il leader dei Riffs) era stato sconfitto nella battaglia di Cunassa.

Ma il viaggio è anche alla base della più antica Odissea, che narra il ritorno a casa di Odisseo/Ulisse, la meta agognata anche dai Warriors, che partiranno in nove ma torneranno solo in 6 (o forse 7)…

Rembrandt e Ajax

Altro elemento fondamentale sono i personaggi, divenuti icone nel loro ruolo: il freddo Swan, l’impetuoso Ajax, il sensibile Rembrandt (triste fine quella di Marcelino Sánchez che lo interpretava), il fido Fox, per non parlare del messianico Cyrus o del folle Luther, che tuttavia conserva il primo posto per la battuta più famosa del film passata poi ad essere ripresa in infinite altre produzioni, da I Simpson a Grand Theft Auto IV: Lost and Damned… “Warriors.. come out to play!” Ma non dimentichiamo la sontuosa frase di Ajax… “I’ll shove that bat up your a.s and turn you into a popsicle”

Ma il film è anche una panoramica sul fenomeno delle gang nella New York di allora; ogni gang, infatti, rievoca una moda del periodo e uno stile di vita, tanto da essere al centro anche del trailer: così i Turnbull Ac’s sono ispirati agli skinheads; i crudeli e colorati Baseball Furies di Riverside Park hanno la faccia pitturata con vari colori; le Lizzies; i Punks che indossano delle magliette a strisce e dei completi da lavoro; gli ispanici Hurricamnes; gli Electric Eliminators; o i Riffs, la miglior gang di New York, che è anche quella di Cyrus. Una panoramica del fenomeno gang che ci ha regalato una visione romantica di questo mondo.

Insomma, non mancano certo le ragioni che giustificano perchè questo film sia entrato nella leggenda e sia ancora considerato un must da molti (e non solo da quelli che lo hanno visto al cinema allora), avendo dato vita a videogiochi e fumetti ancora ispirati a quel lungometraggio del 1979: lo specchio di una vita fuori dalla normalità, ma dentro una famiglia che ognuno si è scelto, con tutte le difficoltà che ne conseguono.

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