Mindhunter 3: si ferma la produzione

La causa sono gli impegni multipli di David Fincher.

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Non è stata ancora annunciata una terza stagione di Mindhunter, uno dei fiori all’occhiello di Netflix per la critica, e ora sappiamo perché. Come riportato da Deadline, lo scorso mese il colosso streaming ha sollevato dai contratti i protagonisti Holt McCallany e Jonathan Groff insieme alla new entry Anna Torv, per renderli liberi di accettare e partecipare ad altri progetti.

La causa sarebbe il regista David Fincher, al momento impegnato in altri progetti, tra cui il suo primo film per Netflix, Mank, e la produzione della seconda stagione di Love, Death and Robots, sempre per Netflix, e quindi al servizio streaming non sembrava corretto tenere fermi gli attori non avendo una data per la produzione della terza stagione.

Mank è incentrato sullo sceneggiatore Herman J. Mankiewicz e le sue battaglie con il regista Orson Welles sui crediti di script per Citizen Kane. Love, Death and Robots, è un reboot del film sci-fi animato del 1981 Heavy Metal. La seconda stagione è attualmente in produzione. Fincher è dietro la regia della prima serie – e successo mondiale – di Netflix: House of Cards.

Non sono chiare le ragioni dello stallo, ma pare che Fincher non fosse particolarmente entusiasta di una nuova lunga produzione lontano (a Pittsburgh) e che avesse chiesto un budget più alto.

Creata da Joe Penhall, Mindhunter è basata sul libro true-crime Mindhunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit scritto da John E. Douglas and Mark Olshaker.

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