Attica, circondata da impenetrabili mura, è la città più bella e moderna del XXI secolo. Ambita meta turistica e speranza di una vita migliore per migliaia di persone, Attica è in realtà una grande bugia, che i nostri eroi vogliono svelare al mondo, ai danni di Ino, il vero tiranno della capitale, ma che gode di una fama leggendaria anche al di fuori delle alte mura della città.

Cinque ragazzi dagli strani poteri si uniranno loro malgrado per compiere un’impresa folle: radere al suolo le mura della città più bella del mondo e metterla a ferro e fuoco, cercando di non farsi ammazzare. O di non ammazzarsi a vicenda…

In questo terzo numero i nostri eroi (ad Aiden e Kat nel secondo volume si è unita Cilla Bleu) troveranno il loro quarto compagno di viaggio; un compagno certamente fuori dagli schemi e che ben dimostra la varietà tutt’altro che omogenea dei ricercati (come dimostra del resto bene anche la stessa copertina di questo volume).

Il terzo numero si dimostra abbastanza di transizione, in quanto il volume si sostanzia nella conoscenza del quarto compagno di viaggio Neto; ma la conoscenza di Neto è in realtà la chiave per l’autore per mostrarci qualche flashback che ci rende più chiaro il passato dei nostri protagonisti ed il legale che li unisce tra loro, ma anche con alcuni villain che abbiamo già imparato a conoscere.

Dal punto di vista grafico, come già detto precedentemente, l’autore si richiama esplicitamente nella espressività e nelle linee al mondo manga, anche se sarebbe più opportuno parlare di euromanga, con tutte le conseguenze del caso.

L’esperimento grafico può dirsi riuscito, infatti, considerando anche il perfetto adattamento alla riduzione di formato; quello che convince meno è l’inserimento di alcune scene (mi viene in mente quella di quando i nostri si presentano alla porta della famiglia che ospita Neto) che dimostrano invece alcune ingenuità che connotano appunto il fenomeno dell’euromanga, ma anche alcune serie animate di produzione occidentale che cercano di adottare una mimica di stampo manga; scene che tradiscono l’origine non nipponica e che in un manga di oggi probabilmente non vedremmo più.

Nulla di grave o che mini la possibilità di apprezzare l’opera, per carità, probabilmente è solo il prezzo che si deve pagare per evolversi e maturare in un medium con il quale non ci si è ancora avuta l’occasione di confrontare davvero. In ogni caso il tentativo merita sicuramente di essere premiato per il coraggio dimostrato e per il fatto ci regala una storia che per ora incuriosisce il lettore e che quindi lo spinge a leggere i volumi che verranno.

Invece, come un vero manga, il volume non presenta extra, tranne alcuni omaggi di disegnatori noti e meno noti al mondo di Attica: l’iniziativa è attiva su Instagram e possono partecipare tutti i disegnatori che vogliono cimentarvisi: Giacomo Keison Bevilacqua (molto noto per sue opere precedenti come A panda piace) posterà ogni mese un personaggio della storia sul suo profilo (@keison22), che voi dovrete ridisegnare taggando l’autore originale e inserendo l’hashtag #atticachallenge. Le illustrazioni selezionate saranno inserite nei prossimi volumi.

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