Warner Bros. una Intelligenza Artificiale per evitare i flop

Il sistema è già usato da molti studi.

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Warner Bros. è diventato l’ultimo studio ad abbracciare pubblicamente l’intelligenza artificiale.

La divisione cinematografica ha siglato infatti un accordo con Cinelytic per utilizzare il sistema IA di gestione dei progetti di quest’ultima, lanciato lo scorso anno.

In base al nuovo accordo, lo studio sfrutterà i dati del sistema e le analisi predittive per guidare il processo decisionale in fase di via libera delle sue produzioni. La piattaforma online integrata è in grado di valutare il valore di un attore in qualsiasi territorio e quanto ci si aspetta di guadagnare da un film nei cinema e negli altri flussi secondari, come il merchandising e via dicendo.

Fondata quattro anni fa da Tobias Queisser, Cinelytic ha testato in beta la piattaforma per tre anni. STX, che ha subito numerosi flop nel 2019, inclusi Playmobil e Uglydolls, è diventato un cliente Cinelytic a settembre.

Sebbene la piattaforma non preveda necessariamente quale debba essere il successo della stagione, ridurrà la quantità di tempo che i dirigenti sprecano nell’analizzare i dati, fornendo loro migliori parametri per il marketing e la distribuzione, comprese le date di uscita.

La piattaforma è particolarmente utile nel contesto dei festival, in cui gli studi vengono coinvolti nelle guerre di offerte per l’acquisto di film. L’intuizione dell’intelligenza artificiale della Cinelytic avrebbe forse potuto anche modificare il processo decisionale su alcuni dei fallimenti di Warner del 2019, come The Kitchen, Shaft e Godzilla: King of the Monsters.

Dice Tonis Kiis, senior vp della distribuzione: “Ogni giorno prendiamo decisioni difficili che incidono su cosa – e come – produciamo e distribuiamo film nei cinema di tutto il mondo, e più precisi sono i nostri dati, meglio saremo in grado di coinvolgere il nostro pubblico“.

“L’intelligenza artificiale sembra spaventosa. Ma in questo momento, un’intelligenza artificiale non può prendere alcuna decisione creativa”, afferma Queisser della società di gestione dati. “Ciò che è brava a fare è sgretolare i numeri e abbattere enormi set di dati e mostrare schemi che non sarebbero visibili agli umani. Ma per il processo decisionale creativo, hai ancora bisogno di esperienza e istinto”.

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