Superman: Mark Millar spiega perché è importante la sua l’identità segreta

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Il vulcanico Mark Millar è stato intervistato dal podcast World Baloon e ovviamente dopo aver parlato dei suoi progetti futuri la discussione è virata sullo stato dell’industria fumettistica attuale.

Millar si è soffermato in particolare sul lavoro che Brian M. Bendis sta facendo su Superman e sulla più recente rivelazione riguardante l’identità segreta dell’eroe avvenuta su Superman #18 uscito pochi giorni fa negli USA.

Millar si è espresso così:

“Odio pensare che queste affermazioni possano essere usate contro Bendis perché gli voglio bene. Brian è una delle persone che stimo di più nell’ambiente e quello che sta facendo è grandioso. I fumetti funzionano meglio quando si riesce a fare qualcosa che attiri l’attenzione di stampa e giornali.

Tuttavia penso che dal punto di vista meramente narrativo le identità segrete siano fondamentali. Penso siano la cosa più importante nella narrativa supereroistica. Fu un errore della Marvel degli 2000 sbarazzarsi delle identità segrete.

Le identità segrete permettono ai lettori di immedesimarsi nell’eroe… un ragazzino si identifica con l’identità “civile” e può venire fantastiche avventure con quella in costume.
È qualcosa di unico e riguarda i supereroi, qualcuno che pretende di essere un codardo o uno svampito.
Funziona con Bruce Wayne che finge di essere questo playboy sbadato ed è l’ultima persona che penseresti poter essere Batman. Ed è la stessa cosa con Clark Kent, un tizio che può frantumare un diamante passa otto ore seduto ad una scrivania a scrivere, essere vessato dal suo capo e nascondersi dietro un paio di occhiali.
Questa è la sua mitologia. Un dio che sceglie di essere una persona e io la amo…”

Mark Millar On Why Revealing Superman's Secret Identity is a Bad Idea - And Why He Revealed Spider-Man's.

Quando l’intervistatore fa notare all’autore scozzese che lui stesso aveva fatto la stessa con Spider-man durante Civil War, Millar ha risposto che in quella storia si basava sull’assunto che i supereroi sarebbero diventati agenti del governo, poliziotti, rivelando la loro identità segreta e che alla Marvel di allora molti personaggi non avevano una identità segreta, solo Spider-Man e Daredevil.

Fu Joe Quesada a chiedere di utilizzare Spider-man che sarebbe stato rilanciato di lì a poco con un “desiderio magico” e quindi si sarebbe di fatto stata una rivelazione che avrebbe impattato poco in prospettiva.

Millar ha concluso dicendo:

“La cosa più importante è comunque che adesso stiamo parlando di Superman dopo anni. Vi ricordate gli anni ’90 quando diedero a Clark Kent un nuovo taglio di capelli? Be’ meglio parlare della sua identità segreta purché si renda il tutto interessante.”

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