Sul globo terracqueo è difficile trovare qualcuno che non conosca la mitica saga di Dragon Ball. Questo manga, scritto e illustrato da Akira Toriyama, uscito originariamente sulla rivista Weekly Shōnen Jump nel lontano 1984 ha riscosso sin da subito un successo clamoroso che lo ha portato immediatamente alle trasposizioni più prestigiose, dall’anime al cinema fino, ovviamente, all’apprezzatissimo mondo videoludico.

Soprattutto il campo videoludico è quello in cui la saga ha trovato la più grande espansione. Infatti il franchise è sbarcato praticamente su ogni console e supporto uscito sin dalla nascita della saga, senza guardare in faccia a concorrenze e rivalità di marchi, che sia Nintendo, Sega, Sony o Microsoft. Perché in fondo, la grandezza di Dragon Ball è anche questa, e cioè essere assolutamente trasversale e adatto ad ogni età.

Le prime apparizioni della saga di Dragon Ball nel mondo dei videogames risalgono alla seconda metà degli anni ottanta su supporti di cui ormai si è quasi persa del tutto la memoria, in particolare del Super Cassette Vision della Epoch. I primi giochi videro la luce soltanto in Giappone (salvo rari casi), fino agli inizi degli anni novanta. Erano per la maggior parte titoli d’avventura, con visuale dall’alto o a scorrimento, con qualche ovvia divagazione nel genere picchiaduro.

La nuova generazione sulle console

Ma è dalla seconda metà degli anni novanta, quando il mito di Dragon Ball era già diventato popolarissimo anche da noi in occidente, che nel campo videoludico c’è stata la vera e propria svolta, con titoli che hanno fatto la storia delle console sulla quale sono usciti.

In questo periodo infatti hanno visto la luce due titoli che faranno sicuramente tornare alla memoria tantissimi ricordi ai videogiocatori con più di un quarto di secolo alle spalle. Stiamo parlando di Dragon Ball Z: The Legend e dell’indimenticabile Dragon Ball Z: Ultimate Battle 22. Entrambi videro la luce sulla prima PlayStation e contribuirono a consumare i polpastrelli di molti di noi.

Il primo dei due, Dragon Ball Z: The Legend, pubblicato da Bandai nel 1997 anche per Sega Saturn, era un picchiaduro atipico per l’epoca, che consentiva di combattere gli avversari in un ambiente molto ampio e con una certa libertà d’azione. Si ripercorreva tutta la saga canonica del gioco e si potevano selezionare fino a tre combattenti, presenti in quel frangente di storia, per ogni scontro.

Il secondo invece, Dragon Ball Z: Ultimate Battle 22, sviluppato, prodotto e distribuito da Bandai, su PlayStation nel lontano 1996, era un picchiaduro bidimensionale classico puro e duro. Il rooster vedeva ben ventidue combattenti, tra i più famosi della saga di Dragon Ball Z, ma con la possibilità di sbloccarne altri cinque segreti: Gogeta Super Saiyan, Mr. Satan, Maestro Muten, Goku Super Saiyan 3 e Goku bambino.

Dragon Ball nel nuovo millennio

Negli anni poi, per le diverse generazioni di console, sono usciti davvero moltissimi titoli, alcuni dei quali davvero memorabili come la saga Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi, che nei suoi diversi capitoli ha spesso ridefinito i confini del genere picchiaduro stesso. Ma è in tempi molto più recenti che c’è stata una vera e propria svolta epocale nei titoli della saga Dragon Ball.

In particolare con Dragon Ball Xenoverse (e il secondo capitolo dell’anno successivo) uscito per PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, sviluppato da Dimps e distribuito da Bandai Namco Games nel 2015, è stato dato un nuovo standard per il genere di combattimenti e delle trasposizioni dei titoli dal mondo manga e anime.

L’approccio di questo gioco è infatti diverso da qualsiasi altro titolo basato sulla saga di Dragon Ball. Si segue sempre la storia canonica del manga ma questa sarà molto modificata dal nostro intervento. Infatti faremo parte di una pattuglia temporale che controlla il regolare flusso del tempo e avremo questo importantissimo compito. Le varie avventure della storia di Dragon Ball Z vedranno il nostro fondamentale intervento combattendo a fianco dei famosi combattenti con il nostro personaggio che avremo creato da zero.

L’evoluzione del gioco mobile

Fino ad ora abbiamo parlato solo di console nella versione domestica, ma c’è anche da dire che Dragon Ball è arrivato sulle console portatili, con titoli piuttosto interessanti usciti da esempio per Nintendo DS. Qui, degni di menzione troviamo sia Dragon Ball: Origins (con il suo secondo capitolo), che Dragon Ball Z: Attack of the Saiyans (anch’esso con un seguito).

Il primo citato, prodotto da Bandai Namco e Atari, e uscito nel 2008, ci vedeva nei panni del piccolo Goku a ripercorrere la storia canonica di Dragon Ball in un’avventura molto simile come stile a quella di The Legend of Zelda. L’altro invece, sempre prodotto da Bandai Namco ed uscito nel 2009, ripercorreva la storia canonica con un’alternanza di esplorazione libera e combattimenti a turni un po’ in stile Final Fantasy.

Come è giusto che sia, ultimamente la saga è sbarcata anche su supporti più comuni e quotidiani, quali sono i nostri cellulari. Lo ha fatto a più riprese, ma con Dragon Ball Legends, il titolo di combattimento di tipo free-to-play online sviluppato da Dimps, uscito per Android e iOS nel 2018, ha raggiunto gli apici di successo. Con queste premesse c’è da giurarlo che vedremo ben presto nuovi titoli della saga Dragon Ball per supporti mobile.

Dragon Ball Z: Kakarot

Infine, arrivando in tempi più prossimi a noi, e precisamente in questi primissimi giorni del nuovo anno.  Il mondo videoludico intero è in trepidante attesa dell’uscita di Dragon Ball Z: Kakarot. Questo è un videogioco di genere gioco di ruolo, sviluppato da CyberConnect2 e pubblicato da Bandai Namco per Xbox One, PlayStation 4 e PC, con uscita  fissata al 17 gennaio 2020.

Dragon Ball Z: Kakarot è dunque l’ultima frontiera, in termini videoludici, della saga di Akira Toriyama. Questo nuovo RPG d’azione ci darà la possibilità di rivivere in maniera più accurata e coinvolgente tutta la leggendaria storia canonica di Dragon Ball Z.

In questa nuova avventura potremo quindi sperimentare battaglie mai viste prima, con cui completare diverse missioni, con il solito obiettivo di proteggere la terra da nemici venuti da ogni angolo dell’universo. Inoltre in questo gioco troveranno risposta diverse domande della saga canonica che non erano mai state approfondite, grazie ad alcune quest secondarie. Il titolo includerà il doppiaggio in inglese e giapponese, con sottotitoli in italiano.

Infine, una chicca inclusa nel gioco, non da poco conto, è l’introduzione di un personaggio del tutto inedito di nome Bonyu. Un ex membro della Squadra Ginew, di sesso femminile, disegnato per l’occasione da Akira Toriyama, e che farà la sua apparizione nel corso di una quest secondaria.

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