Star Wars: L’ascesa di Skywalker e la difficoltà di chiudere la trilogia

Le difficoltà per scrivere la storia non sono mancate.

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Il co-sceneggiatore di Star Wars: L’ascesa di Skywalker Chris Terrio ha rivelato il punto della trama de Gli ultimi Jedi che ha reso le cose “difficili” quando si è trattato di concludere la trilogia sequel e la saga intera con l’episodio IX.

ATTENZIONE: POSSIBILI SPOILER PER STAR WARS: L’ASCESA DI SKYWALKER!

“[I produttori] Kathy Kennedy e Michelle Rejwan avevano un piano chiaro su come finire i film”, ha detto Terrio all’Awards Daily. “Avevano piani chiari su alcune storie che volevano farci seguire. Ci hanno anche però dato molta libertà all’interno di questo”.

Il team sapeva che Ren e Rey (Daisy Ridley) “erano assolutamente fondamentali per questa trilogia”, ha aggiunto Terrio, “ma abbiamo anche pensato che non era possibile non trovare un percorso di redenzione per Kylo Ren, il figlio di Han e Leia”.

Ha continuato, “Lo abbiamo sentito fin dall’inizio, quando J.J. [Abrams, regista] ha creato Kylo Ren nell’episodio VII, c’era una guerra dentro di lui e era stato corrotto da qualcosa di più grande di lui e aveva fatto scelte sbagliate lungo la strada. J.J. ed io abbiamo sentito che dovevamo trovare un modo per riscattarlo, ma questo era diventato difficile alla fine dell’episodio VIII perché Snoke non c’era più. Il cattivo più grande della galassia in quel momento apparentemente era Kylo Ren”.

Ma, a quanto pare, il nuovo Leader Supremo era stato sottoposto a anni di manipolazione genetica da parte di Palpatine, che era ancora in vita, anche se attraverso mezzi che alcuni considerano innaturali.

“Doveva esserci un antagonista con cui i bravi ragazzi potessero combattere, ed è stato allora che abbiamo davvero cercato di riflettere su chi fosse stata la grande fonte del male dietro tutto questo per così tanto tempo. È stato allora che abbiamo iniziato in modo aggressivo a perseguire questa idea secondo cui esiste un vecchio Male che non è morto”, ha detto Terrio. “La fonte del male nella galassia è questo spirito oscuro che aspetta la sua vendetta e aspetta il suo tempo. L’entità conosciuta come Palpatine in questa versione – il suo corpo è morto ne Il ritorno dello Jedi – è paziente e ha atteso. Ha scavato la sua buca e ha aspettato la sua occasione per ristabilire il suo dominio totale”.

Riguardo alla storia in generale, ha aggiunto:

“Kathy aveva questa visione generale secondo cui dovevamo raccontare la stessa storia per nove episodi. Anche se dai giochi di prestigio di Episodio VII ed Episodio VIII non si capisce immediatamente che stavamo raccontando la stessa storia”, ha spiegato Terrio. “Ha pensato che sarebbe stata una fine molto forte per il nono film. Questo si adatta bene a J.J. perché adora questi trucchi… così nell’episodio VII e nell’episodio VIII, pensi di guardare una cosa, ma l’episodio IX ti dice di guardare più da vicino – e in realtà stavi guardando qualcos’altro”.

Quando uno spettatore rivisita i precedenti film, Terrio ha aggiunto, le cose “iniziano a avere più senso”.

“Ren e la sua devozione all’idea di suo nonno. La voce che ha sempre sentito nella sua testa. Le certe somiglianze tra Snoke e Palpatine”, ha detto. “L’intenzione era che, quando arrivi all’episodio IX, ti rendi conto che c’erano delle vere ragioni per cui tutto ciò stava accadendo. Tutto mostra come questa storia viene combattuta ciclicamente attraverso la serie”.

Vi ha convinto questa spiegazione? In ogni caso il film è ora nelle sale italiane.

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