Winnie the Pooh: perché il personaggio è vietato in Cina

Che ha fatto di male il tenero orsetto?

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Tutto è iniziato nel 2013 quando il presidente cinese Xi Jinping ha iniziato a essere paragonato a Winnie the Pooh. Durante una visita negli Stati Uniti, è stato fotografato mentre camminava con Barack Obama e alcuni iniziarono a indicare le somiglianze di quella foto con una immagine di Pooh e Tigro che camminavano fianco a fianco (come si vede sotto). I confronti sono proseguiti negli anni, portando i censori della Cina ad agire nel 2018. Da allora hanno cancellato su Weibo, un popolare sito di social media in Cina, qualsiasi materiale di Winnie the Pooh. Si ritiene che questo sia uno dei motivi per cui il film live-action su Christopher Robin, Ritorno al Bosco dei 100 Acri, non è uscito in Cina.

Può sembrare strano confrontare il presidente della Cina con un orso dei cartoni animati, ma le discutibili somiglianze fisiche tra i due sono solo il punto di partenza per contestare il potere del presidente Xi Jingping, che negli anni si sta assicurando di rendere saldo il suo ruolo. Da qui, Winnie the Pooh è diventato un simbolo di resistenza contro il regime di Xi Jinping; e poiché Jingping non è contento di questi confronti, coloro che lo criticano sono stati felici di continuare a usare l’immagine dell’orso ogni volta che è possibile.

In questo momento, non si vede all’orizzonte l’abolizione del divieto di Winnie the Pooh in Cina. Jinping è stato rieletto Presidente della Cina nel 2018 e ha abolito il limite di 6 anni. In altre parole, non cesserà dal ruolo presto. Considerando quanto è diventato importante contro di lui Winnie the Pooh, sarebbe sorprendente vedere il divieto revocato mentre lui è ancora in carica. Con grave perdita di profitti per Disney.

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