Nel mondo dell’Indagatore dell’incubo niente sarà più come prima, come detto dallo stesso curatore Roberto Reccchioni in una intervista con il quotidiano La Repubblica a proprosito del futuro di Dylan.

“Questa è una di quelle cose che fanno di Dylan Dog Dylan Dog” ha detto Tiziano Sclavi, il quale ha poi continuato: “Ho incaricato Roberto di portare Dylan nel presente e questa è una battaglia che Dylan doveva combattere da tempo e che finalmente ha realizzato”… “Tutta l’operazione è un passaggio di testimone” aggiunge Recchioni “da parte mia credo di averci messo la stessa voglia del suo creatore di superare quello che è stato e di portare Dylan nel 21° secolo e nel suo tempo”.

Nei prossimi due numeri la serie subirà una rivoluzione, che colpirà i lettori: “E’ il culmine di un processo iniziato moltissimo tempo fa”, spiega Michele Masiero, direttore della casa editrice Bonelli, “talmente complesso nella sua realizzazione da aver accumulato quasi un anno di ritardo ma a quel punto abbiamo fatto in modo che si concludesse con il numero 400 così da sancire lo stacco anche in maniera fortemente simbolica”. Stando a quanto riferito il gran finale segnerà anche la ripartenza “con i primi sei mesi del prossimo anno, dal numero 401 al 406, che sarà una sorta di miniserie all’interno della collana dove il mondo di Dylan sarà nuovamente sconvolto”.

Il dubbio che assale i fan è cosa succederà dopo, ma la rispsota non esiste (almeno ad oggi per i lettori): “Stiamo cercando di avvicinarci di più tra la lavorazione e l’uscita per cercare di cogliere maggiormente la contemporaneità perché un personaggio come Dylan vive molto nel presente e ha la necessità di stupire continuamente. Il che significa non solo che bisogna tenere le antenne alzate ma anche riuscire a realizzare un’idea in tempi minori rispetto all’anno che ci vuole di solito magari, se sarà necessario, utilizzando più disegnatori su una stessa storia o cambiando delle cose in corsa per tenerla più agganciate all’attualità”.

Successivamente ci si è concentrati sui prossimi due numeri e l’interlocutore è stato Roberto Recchioni: “Siamo alla fine di quello che abbiamo chiamato “Ciclo della meteora”: un gigantesco sasso spaziale si sta avvicinando lentamente alla terra e sta per arrivare l’Apocalisse. Dylan si confronta con lei alla sua maniera e cioè con un gesto di speranza: si sposa”.

Infatti il tema sarà l’amore, in questo caso tra Dylan e Groucho: “Era da molto tempo che volevo scrivere una storia su cosa significa l’amore che per me è la risposta a tutte le paure e non riconosce diversità. Lo dicevano già i Beatles con All You Need Is Love: sembra facile ma è la cosa più difficile. Se invece di avere paura dei nostri simili che sbarcano sulle nostre coste avessimo un sentimento diverso, se avessimo empatia per il nostro prossimo, il mondo andrebbe decisamente meglio. Quindi il matrimonio tra Dylan e Groucho non è uno scherzo, non è una gag, non è un escamotage: è un matrimonio d’amore. Ci tenevo molto a scrivere una storia come questa”.

A Recchioni non spaventa lo scompiglio che creerà questa storia tra i vari lettori, soprattutto quelli più storici: “Sì ma è giusto che sia così. Dylan ha sempre preso posizione in maniera molto precisa: non c’è lettore che possa pensare che lui non sia a favore dei matrimoni gay. Il personaggio la pensa sicuramente così: è sempre stato dalla parte di chi è in qualche modo oppresso. Ogni tanto vale la pena ricordarlo perché magari c’è una parte di lettori che, diventando più vecchia, si è dimenticata che Dylan è quello che ha combattuto contro i nazisti a Londra in Dr Terror, è quello che ha sempre detto che i veri “mostri” sono il perbenismo, la presunta “normalità”, il pensiero borghese. Per cui è normale portare Dylan al centro di un dibattito forte su una battaglia che mi sento fermamente di voler combattere”.

Nel numero 400, E ora l’Apocalisse, il mondo di Dylan finirà invece per sempre, attraverso un atto simbolico: Dylan ucciderà il suo creatore: “Io a Tiziano ho detto: “Ti giro tutte le pagine della storia ma il finale te lo mando dopo, come ultima cosa”. Era chiaramente una provocazione anche nei suoi confronti ma per fortuna ha reagito benissimo anche perché non ho fatto altro che portare avanti quel discorso di eredità che lui stesso mi aveva chiesto all’inizio ma che io nei primi anni sono stato un po’ timoroso nel realizzare fino in fondo”.

Recchioni ora sembra sarà molto più coinvolto nello scrivere le sue storie, che saranno molto più personali: “Adesso lo farò, scriverò molte storie di Dylan in prima persona mentre fino ad ora sono stato molto cauto perché so di avere una voce autoriale, una voce forte che, se scrive un personaggio, lo scrive nel suo modo. Mi sono abbastanza trattenuto in questi cinque anni ma adesso il Dylan che vedrete sarà un Dylan diverso, il mio Dylan a tutti gli effetti”.

La rivoluzione è iniziata.
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