Un incontro ricco e appassionato quello svoltosi a Roma con Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, a Roma per presentare Maleficent: Signora del Male, sequel del live action del 2014 ed evento di pre-apertura di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma.

Eleganti nei loro costumi non di scena le due “regine” della storia hanno riflettuto a tutto tondo. Sono madri ma non sono solamente madri biologiche – Maleficent non lo è per nulla, Ingrith lo è anche del regno di Ulstead. “Quando si sente dire il tuo vero figlio, la tua vera madre, io la trovo ignoranza” ha chiosato Jolie.

Tanti i messaggi positivi contenuti nel sequel, dall’inclusione all’aspetto ambientalista al concetto di famiglia non necessariamente biologica. “Oggi è più importante che mai poiché la nuova generazione è più connessa di quanto noi lo siamo mai state, si può viaggiare da un continente all’altro molto più facilmente di un tempo. E c’è questa crescita di odio per l’altro, per il “diverso”, ma è impossibile contenere l’onda del cambiamento, perché siamo un mondo meraviglioso fatto di persone, culture diverse ed è proprio quando siamo insieme che diamo il meglio di noi in realtà, dentro di noi lo sappiamo che siamo tutti uguali.”

Le fa eco Pfeiffer: “Le giovani generazioni nascono in un mondo molto più tollerante di quanto lo era il nostro. La parte intollerante dell’umanità allo stesso tempo non è mai stata così assordante, è sempre stata lì ovviamente ma sta uscendo sempre più in superficie. E’ una questione di sopravvivenza alla fine se scegliamo di non accettare la diversità, dato che il pianeta in fondo è uno solo in cui vivere.”

Se avessero una bacchetta magica infatti le due renderebbero sicuramente il mondo un posto più tollerante. Le due attrici di talento e spessore hanno ricordato anche l’unica scena – quella della cena, in cui Jolie ha adorato il proprio costume – effettivamente interpretata insieme sul set. “E’ stato altrettanto divertente sapere che stavano marciando una sull’altra man mano che il film proseguiva. potresti sempre tornare sulle tue gambe nel prossimo capitolo…” ha scherzato la Jolie alla Pfeiffer, che ha amato il proprio costume per il combattimento, anche se il più scomodo da indossare.

La Jolie ha anche ricordato come siano tre donne le protagoniste del film, tutte e tre forti ma in modi molto differenti, ma altrettanto importanti siano i “loro” uomini, con cui a volte hanno anche delle relazioni belle e alla pari (come Aurora con Filippo). “In fondo Aurora è quella che potrebbe avere tutto, ora che governa su ben due regni” ha ricordato Pfeiffer.

Interessante l’affermazione sulla forza di Aurora da parte della Jolie: “C’era una discussione iniziale sul fatto che il personaggio di Aurora dovesse diventare più tosto, ma ci siamo resi conto che la sua forza stava nell’essere dolce e generosa e avere un gran cuore. Non una Giovanna d’Arco che impugna la spada nel combattimento finale. Non è strettamente necessario essere tosta in battaglia per essere una donna forte, ci sono diversi tipi di forza in una donna. La forza di Aurora è proprio la sua dolcezza. Non combatte mai fisicamente infatti in questo film.”

Sull’interpretare personaggi Disney le due versatili attrici, oramai parte anche dell’universo Marvel (Pfeiffer è stata Janet Van Dyne, Jolie sarà negli Eterni), si sono dette appagate.

“Già col primo Maleficent Disney fece una scelta coraggiosa nel raccontare la storia dal punto di vista della cattiva. Quando vai a vedere un film Disney sai già che ci troverai alcuni elementi e altri no, sai che potrai portare i tuoi figli a vederli e che avranno dei bei messaggi, e già questo è molto più di quanto altri film possano dire.”

Le ha fatto eco Pfeiffer: “Ciò che ho amato del primo film è che le favole e i film in generale sono specchio dei tempi, con internet e i social media i bambini sono così esposti rispetto a come lo eravamo noi a così tanti contenuti, che Maleficent esplora un sacco di zone grige più che bianche e nere, sull’essere buoni e cattivi, in un modo molto più complesso di altri, già col primo film. Non avevo mai visto una favola dalle sfaccettature e emozioni così complesse.”

La Jolie invece ricorda cosa l’accomuna a Malefica. “Mi sono sentita come lei da giovane, pensando di non avere figli, di non essere mai abbastanza degna per essere madre, finché non lo sono diventata. Mi ha spinta ad accettare anche il fatto che si parlasse di inclusione, di qualsiasi tipo, indipendentemente dal mio lavoro coi rifugiati. Mi fa infuriare che la gente veda la diversità come un pericolo e non una ricchezza. che non veda la bellezza nella diversità e quanto valore doniamo agli altri specialmente nell’essere diversi. Quelli che hanno paura di rimanere esclusi finiscono per danneggiare gli altri. Quindi per Malefica essere se stessa e tornare ad essere se stessa alla fine è il messaggio più bello che poteva dare questo film secondo me.”

La vera rivoluzione insomma per Disney sembra essere il raccontare le zone grigie e in base alle quali non possiamo definire chiaramente chi è buono e chi è cattivo rispetto ai classici, e questo fa presa anche sui bambini, a cui viene intimato continuamente di “essere buoni”, come ha ricordato la Pfeiffer.

Perfetta la chiusura della Jolie all’incontro: “Ingrith alla fine scopriamo che ha semplicemente paura, ed è una leader”. E questo dice tutto.

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