A causa dei selvaggi power up che ci ha presentato Akira Toriyama nel suo Dragon Ball nel corso degli anni fino a questo momento, era necessario che l’arco narrativo in corso, denominato Prigioniero della Pattuglia Galattica, dimostrasse di essere abbastanza creativo con il suo nuovo villain, per consentire a Goku e a Vegeta di potersi cimentare in una sfida abbastanza credibile, dato che i loro attuali livelli di potere superano di gran lunga quelli di qualunque altro nemico a cui potreste pensare.

Alla fine, però, dire semplicemente che un cattivo è più forte non sarebbe stato sufficiente, ed è lo stesso per i nostri eroi. Per queste motivazioni l’ultimo capitolo del manga sembra fornire la risposta a questo enigma introducendo un nuovo tipo di tecnica.

Mentre il Mangia-Pianeti Moro continuava a sconfiggere Goku e Vegeta, i quali si stavano limitando a combattere utilizzando la mera forza bruta, i due Saiyan hanno intuito che sarebbero dovuti essere essere un po’ più intelligenti e furbi sulle tecniche che utilizzano per esprimere il loro già di per sé smisurato usano.

Ebbene, il capitolo 52 della serie introduce il concetto di Controllo dello Spirito,la cu padronanza sblocca alcune tecniche che ricordano molto quelle già viste nell’opera più celebre di Masashi Kishimoto, Naruto; si tratta di alcune tecniche che consentono a Vegeta di evocare cloni, aumentare le dimensioni del proprio corpo e apparentemente di avere accesso a tutta una serie di subdole mosse ninja.

Quando Vegeta finalmente raggiunge Yardrat, apprende che il teletrasporto è in realtà solo una tecnica derivata di un tipo di allenamento chiamato per l’appunto Controllo dello Spirito: padroneggiando il controllo della propria aura, un combattente può spostarla in qualsiasi luogo lo desideri. Se Vegeta sta usando queste tecniche simili ai “jutsu”, che molto probabilmente diventeranno di più nel corso dell’arco narrativo man mano che Vegeta continua a padroneggiare sempre meglio questa tipologia di allenamento, di certo avrà modo di migliorare e implementare il proprio arsenale di mosse e colpi letale da utilizzare direttamente sul campo di battaglia!

Probabilmente è anche questo il motivo per cui l’idea di base sta venendo spesso paragonata anche a un’altra serie d’azione shonen, Hunter x Hunter di Yoshihiro Togashi: quando fu presentato il concetto di Nen in quella serie, ovvero un sistema di livelli di potenza che garantisce l’acquisizione di determinate abilità modellando e manipolando le proprie aure personali, questo ha davvero cambiato il modo in cui funzionavano i combattimenti.

Potrebbe benissimo funzionare allo stesso modo anche per Dragon Ball Super, e mentre questa idea potrebbe essere nata grazie a molteplici fonti di ispirazione, combinandola con i massicci livelli di potenza di Goku e Vegeta e con uno spazio su vasta scala si spera che Super possa fornire il proprio contributo per conferire qualche elemento di novità a questo concetto così familiare.

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