Go Nagai Robot

Dopo la polemica per “5 è il Numero Perfetto”, Servillo replica: “Ho commesso un errore”

L'attore torna sui suoi passi dopo le polemiche delle sue dichiarazioni sul graphic novel e sul fumetto.

In seguito alle polemiche di alcuni giorni fa alimentate nella stampa di settore fumettistico dalle dichiarazioni non proprio lusinghiere e un po’ miopi di Toni Servillo a Repubblica (più che altro nel 2019) in seguito alla presentazione a Venezia76 del film di Igort, 5 è il numero perfetto tratto dal suo graphic novel, l’attore è intervenuto per rispondere con un comunicato, come riporta il sito Fumettologica.

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L’attore ammette di aver commesso un errore, argomentando la sua visione di “fumetto” e “graphic novel”, in relazione anche al suo mestiere.

Di seguito il comunicato:

“Negli ultimi giorni, nel contesto della 76esima Mostra Del Cinema di Venezia, tra il caos delle interviste e la promozione del film 5 è il numero perfetto di Igort, una mia dichiarazione ha suscitato una polemica non indifferente. Vorrei provare a chiarire. In questi giorni mi è stata fatta innumerevoli volte la stessa domanda, postami in maniera differente ogni volta, ma il succo era questo: come è stato recitare la parte di un personaggio di un fumetto? Il mio primo pensiero è sempre stato: mi verrebbe domandata la stessa cosa se il personaggio in questione fosse quello di un romanzo? Personalmente, ne dubito. Dunque tutte le volte ho provato a rispondere con cortesia, descrivendo il mio rapporto col ruolo, in qualità di attore, cercando di tralasciare il fatto che il film è basato su un fumetto, perché a mio avviso irrilevante. Di certo non mi relaziono al personaggio di un adattamento cinematografico in base al tipo di espressione artistica da cui proviene. All’ennesima domanda del genere, ho deciso di provare a rivendicare la dignità, il valore letterario e il potenziale drammaturgico della nona arte, ma ho sbagliato. Ho senz’altro sbagliato. Nella concitazione del momento le parole che ho proferito sono state da me scelte ed usate erroneamente, impedendomi di esprimere efficacemente ciò che in realtà avrei voluto intendere. Ammetto senza nessuna remora che le mie dichiarazioni sono forse state il frutto di confusione e sbadataggine, e che quindi potevano facilmente essere oggetto di fraintendimento. Ci tenevo dunque a chiarire che riconosco pari dignità artistica e letteraria a tutti i tipi di espressione fumettistica, e pari dignità a tutte le forme di espressione artistica. Ho sempre riconosciuto il profondo valore della nona arte (tutta la nona arte, che purtroppo ancora oggi viene spesso trattata come un’arte di seconda categoria) e continuerò sempre a riconoscerlo e a promuoverlo”.

Ammettere un errore è il primo segno di onestà intellettuale, dispiace solo che nel 2019 si commettano ancora errori così grossolani in relazione alla nona arte, seppur in un contesto concitato e difficile come quello del Festival di Venezia.

2 Commenti

  1. Francamente ridicolo che perché il “web” protesta uno debba calare le mutande. Suppongo siano li stessi che poi si lamentano perché le decisioni vengono prese seguendo i lamenti del web.

  2. Ve lo ripeto, nessuno ama tutto, né considera tutto sullo stesso piano. Ma come c’è il diritto ad amare qualcosa e ad esprimere quell’amore, c’è il diritto opposto. A non farsi piacere qualcosa e a poterlo dire esplicitamente, senza che un branco di immaturi, infantili ed egocentrici, evidentemente non in grado di capire che no, nessuno è tenuto ad amare qualcosa perché la ami tu e no, se a qualcuno non piace il tuo gioco preferito non vuol dire che disprezza pure te, ti costringano a ritrattare per avere un po’ di pace.
    Ripeto, sono convinta che siano gli stessi soggetti che poi si lamentano della censura sul web o del politicamente corretto. Patetici. Invito Servillo a mostrare un po’ più di spina dorsale.

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