Si è svolto sabato 31 agosto presso un esaurito Sears Centre di Chicago, Illinois, All Out ovvero il secondo PPV della AEW.

Eccovi i risultati con commento e voto ai match:

  • Women’s Casino Battle Royale (La vincitrice riceverà una title shot per il Women’s Championship) Partecipanti: Britt Baker, Jazz, Sadie Gibbs, Teal Piper, Big Swole, Aerial Monroe, Brandi Rhodes, Nyla Rose, Allie, Yuka Sakazaki, Ivelisse, ODB, Mercedes Martinez, Awesome Kong.
  • Vincitrice: Nyla Rose
  • VOTO: 7

Che la sezione femminile in casa AEW fosse un cantiere aperto era abbastanza chiaro tuttavia questa Battle Royale ha mostrato ottime individualità fra veterane (ODB, Jazz, Ivelisse) e “nuove leve” comunque esperte che bazzicano la scena indipendente ormai da tempo come Mercedes Martinez o Allie.

Il risultato era francamente scontato, con il push di Nyla Rose in vista del feud con Awesome Kong, tuttavia l’incontro è stato piacevole e ben ritmato pur con qualche fase troppo scriptata.

Da segnalare come la formula con 5 ingressi alla volta, a metà strada fra un gauntlet e la classica Royal Rumble della concorrenza, abbia ridotto al minimo i tempi morti e vivacizzato il tutto.

  • Private Party vs. Angelico & Jack Evans
  • Vincitori: Private Party
  • VOTO: 9

Se ci fosse una definizione su wikipedia per come aprire da manuale un PPV, o un pre-show in questo caso, comparirebbe questo match di coppia.

I Private Party, corteggiati da ROH e NXT, si accasano alla AEW e partono subito come beniamini del pubblico. La loro prestazione è atleticamente superba e i veterani Angelico & Jack Evans danno il giusto filo da torcere ai nuovi arrivati costruendo un match teso che sfocia nei minuti finali in una serie di spot aerei e mosse in coppia frenetico.

Eccellente.

  • SCU (Christopher Daniels, Kazarina & Scorpio Sky) vs. Jungle Boy, Marcus Dunn & Luchasaurus
  • Vincitori: SCU
  • VOTO: 9

Il trio composto da Jungle Boy, Marcus Dunn e Luchasaurus si è costruito dei personaggi babyface nel corso dei passati eventi mentre l’SCU è un trio di veterani comprovato. Questo match sembra quindi una apertura naturale per il PPV.

I 6 sul ring però decidono di non limitarsi a fare un compitino e riscaldano subito gli animi dei presenti – Chicago è comunque da sempre una piazza caldissima – e imbastiscono un match subito veloce e senza esclusioni di colpi e di spot.

Il coinvolgimento del pubblico è totale. Il risultato conta davvero poco perché a vincere è lo spettacolo.

  • Kenny Omega vs. PAC
  • Vincitore: PAC
  • VOTO: 8

Complice l’infortunio di Jon Moxley (l’ex-Dean Ambrose in WWE) il match con protagonista Kenny Omega, vero volto immagine della AEW, viene rimaneggiato in soli 10 giorni con un nuovo avversario e forse anche spostato nella card già come secondo match.

Inutile dire tutto questo non ha fermato né Omega, accolto da una ovazione, né il suo nuovo avversario PAC, l’ex-Neville in WWE.

Il match inizia gigione con la voglia di riscatto di PAC e con Omega che lo sottovaluta per poi velocemente trasformarsi in una clinic di wrestling lottato e una serie di colpi stiff che mostrano il background puro di entrambi i lottatori – e come PAC fosse ovviamente sottoutilizzato in WWE.

Il ritmo non è frenetico ma ogni colpo, soprattutto nella seconda parte del match, sembra essere fatale. Il risultato è francamente a sorpresa ma mostra ancora una volta la grande lungimiranza dell’Omega “dirigente” che sta costruendo e legittimando un roster che si arricchisce ogni giorno di nuovi talenti anziché prendersi subito la luce dei riflettori.

Le uniche due note che fanno abbassare leggermente il voto: un botch di PAC in uno scambio cruciale a fine match e il fatto che Omega abbia davvero fatto il grosso portando sulle sue spalle il match per tutta la durata.

  • Joey Janela vs. Jimmy Havoc vs. Darby Allin
  • Vincitore: Jimmy Havoc
  • VOTO: 10

Holy shit! è l’unica esclamazione possibile per questo match in cui i tre volti hardcore del roster AEW, e forse veri eroi silenziosi degli ultimi eventi, dimostrano come questo tipo di wrestling sia possibile anche in un contesto mainstream.

Il match è pulito e ordinato, privo di botch con i tre contendenti che si ricavano i loro folli spot in maniera organica esaltando le qualità l’uno dell’altro.

Non vi fare ingannare dalla scarsa attenzione per la loro l’incolumità, questi tre lottatori sanno anche combattere!

Se si faranno portabandiera di una sezione hardcore e se la AEW la svilupperà con intelligenza davvero in TV avremo qualcosa di diverso e assolutamente spettacolare.

  • Best Friends vs. Dark Order
  • Vincitori: Dark Order
  • VOTO: 6

In palio in questo match di coppia c’è una bye week nel torneo per l’assegnazione dei titoli che si svolgerà ad ottobre nel settimanale in partenza su TNT.

I Dark Order si sono fatti notare per ottime prestazioni nei passati eventi e quindi la dialettica ancora una volta qui sarebbe dovuta essere veterani vs matricole. Purtroppo il match non riesce quasi mai a decollare se non nei minuti finale con il Dark Order nella parte degli heel, tagliando il ring a metà, e i face ad incassare.

Il ritmo, la struttura sono lineari e lo svolgimento troppo tradizionale. Il risultato è scontato vista le indubbie capacità del Dark Order ma francamente mi aspettavo qualcosina in più.

  • Riho vs. Hikaru Shida
  • Vincitore: Riho
  • VOTO: 8.5

In questo match femminile invece c’è in palio l’altro posto nel match per l’assegnazione del titolo femminile.

Quando sul ring salgono due lottatori/lottatrici provenienti dal Giappone il ritmo del match viene gestito in maniera molto più pacata e il tutto si basa più sulla perfezione degli scambi e sulla resistenza con i colpi che si fanno man mano sempre più stiff.

Ed è esattamente come la piccola Riho e la più dotata Hikaru Shida imbastiscono il match, in un crescendo che strappa applausi a scena aperta con un finale davvero inaspettato.

  • Cody vs. Shawn Spears (w/Tully Blanchard)
  • Vincitore: Cody
  • VOTO: 8.0

La narrativa di questo match era segnata ed inequivocabile sin dal primo PPV della AEW quando Spears attaccò Cody con una sedia procurandogli una serie ferita alla testa.

Spears è quindi l’heel che vuole emergere a discapito del beniamo Cody. E la narrativa viene rispettata in pieno con un match che sfrutta al massimo le qualità da brawler di Cody. Intelligenti anche le interferenze durante il match che spezzano momenti morti senza risultare né ridondanti né inutili ma anzi esaltando il pubblico.

Cody mette al referto un altro match solidissimo basato più sulle emozioni che sulla tecnica ma va benissimo così, peccato per Spears che come heel dovrà faticare parecchio per rendersi nuovamente credibile.

  • AAA Tag Team Championship: Lucha Brothers (c) vs. The Young Bucks (Ladder Match)
  • Vincitore: Lucha Brothers
  • VOTO: 8.5

Ci sono due modi per strutturare un ladder match: usare le scale come armi o come appendici. Questo match ricade nella seconda categoria con i quattro protagonisti che attingono da tutto il loro repertorio e background aereo sfruttando al massimo le scale per amplificare scambi, mosse e spot alcuni di cui davvero brutali.

Il match soffre di una prima parte forse un po’ troppo scriptata ma si tratta di una fase che, nel corso dei minuti, svanisce sotto le incredibili evoluzioni dei quattro lottatori.

Il finale, anche a causa di una vera scorrettezza degli Young Bucks, è sacrosanto.

La rivalità fra i Lucha Bros. e gli Young Bucks va avanti da parecchi anni in diversi ring di diversi continenti, è una fortuna che sia al suo apice in AEW tuttavia sarebbe interessante vedere i due tag team in altre rivalità rimischiando così le carte in tavola.

  • AEW World Championship: Chris Jericho vs. Adam “Hangman” Page
  • Vincitore: Chris Jericho
  • VOTO: 8.0

Chris Jericho è lontano dalla sua forma migliore ma negli ultimi anni si è calato benissimo nella parte dell’heel. Adam Page è un lottatore a tutto tondo dalla grande intensità.

I due non hanno tradito le aspettative offrendo un match con una prima parte molto impostata con una alternanza abbastanza netta nella conduzione in un crescendo di tensione nella seconda parte davvero eccellente sia per Jericho, che dimostra di saper ancora incassare e vendersi, sia di Page che ha avuto il merito di crederci fino all’ultimo.

Il risultato, a dirla tutta in bilico fino all’ultimo, è facilmente spiegabile con la volontà della AEW di debutterà in TV con un campione conosciuto e riconoscibile.

In definitiva All Out è stato un PPV eccellente che ha dato una indicazione precisa per il futuro della compagnia. Anche con l’obbiettivo del debutto TV e con i primi feud già timidamente imbastiti lo spettacolo offerto è stato all’altezza degli altri show che vivevano più sulle ali dell’entusiasmo e della spontaneità.

Prossimi appuntamenti: la AEW debutterà su TNT con il suo settimanale il 2 ottobre mentre per il prossimo PPV dovremmo attendere dicembre.

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