Il celebre attore e regista si è spento all’età di 79 anni il 16 agosto a Los Angeles. Dopo essersi trasferito a Hollywood per entrare nel mondo del cinema nel 1963, inizia la sua carriera come co-protagonista in Tammy and the Doctor. La recitazione di Peter impressiona il regista Robert Rossen che lo chiama in Lilith – La dea dell’amore (1963).

Interpreta ruoli importanti anche ne I vincitori (1963) e in Giovani amanti (1964). Alla metà degli anni sessanta Peter Fonda non è un attore convenzionale di Hollywood, essendo fortemente anticonformista e essendosi fatto crescere i capelli lunghi, così alienandosi dall’establishment dell’industria cinematografica.

Peter Fonda comincia così ad essere associato sempre più con la controcultura degli anni Sessanta. Il 12 novembre 1966 viene arrestato durante uno scontro tra manifestanti e polizia sulla Sunset Strip, nato da una protesta contro la chiusura di un famoso club hippy.

Il primo ruolo ancorato alla controcultura interpretato da Fonda è quello di Heavenly Blues, il protagonista del film I selvaggi (1966). Ma è nel 1967 che entra di diritto nella storia del cinema: insieme a Dennis Hopper, ha scritto ed interpretato Easy Rider, considerato il road movie per eccellenza e manifesto della cultura hippie di fine anni Sessanta. Il film uscirà solo nel 1969, dopo una lunga e problematica fase di montaggio.

L’attore ha fatto anche capolino nel mondo dei cinecomics: nel 2007 ha interpretato la parte del cattivo Mefistofele nel film Ghost Rider.

La sua morte ha colpito molti colleghi ed amici, come si può vedere dal post di Norman Reedus qui sopra.

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