Se c’è una cosa che evidentemente piace a Bruno Heller sono le origin story. Cosi dopo averci raccontato quella dei cittadini di Gotham City nell’omonima serie di FOX, compresi i cattivi, un giovane commissario Gordon e un giovanissimo Batman, Heller passa a Epix mantenendo il suo carattere da tv generalista con Pennyworth che, come da titolo, indaga sulle origini del celebre maggiordomo di Bruce Wayne.

Se Gotham era una serie generalista ma dal taglio dark, dalla fotografia scura che si insidiava nei vicoli di Gotham City, tra noir e detective story, per indagarne soprattutto il sottobosco criminale e l’assunto “sei dove vivi e da dove provieni”, Pennyworth è una serie più solare, che ride della campagna inglese e del sorriso stampato sulla faccia di un giovanissimo Alfred, ma allo stesso tempo si aggira nei vicoli di Londra e nel suo lato criminale, che più che ladruncoli da due soldi che vivono nelle fogne imperversa tra le più alte sfere del potere britannico. Heller imbastisce un noir che ha più il sapore della spy story, con un grande complotto ai danni della Corona e del governo inglese e uno stile che si avvicina allo Sherlock cinematografico di Ritchie, anche nella costruzione delle “scazzottate” tra i personaggi. Ma è anche un elegantissimo Kingsman per il piccolo schermo, con l’aplomb inglese che traspare dalla forma sempre impeccabile di Alfie e degli altri protagonisti, che non si scompongono nemmeno quando la situazione si fa più complicata.

A Heller piacciono chiaramente tanto anche i prequel e l’universo DC di Batman. Se Jim Gordon era un giovane uomo dal volto sempre contrito e velato dalla tristezza, Alfie è adorabilmente rasserenato nonostante sia reduce dalla guerra. Ancora un ragazzino, vive con i suoi, ha la battuta sempre pronta e un british humour intatto nonostante il passato da soldato. Il pilot proprio come un mini film di un’ora e dieci ci presenta lui, la possibile fidanzata Esme subito vittima dei complotti, e nientepopodimenoche Thomas Wayne, per strizzare l’occhiolino ai fan del Cavaliere Oscuro e portare un po’ di Stati Uniti, accento completo, nel Regno Unito. Proprio come il Barry o il Punisher dei serial omonimi e come tutti quelli che sono stati in guerra, Alfred deve convivere con l’aver ucciso molte persone “per la Corona”, aver bisogno di far capire sopratutto agli altri di essere più di una macchina da guerra. Ha i suoi compagni d’armi, fedeli e anche loro danneggiati dalla guerra, ma vorrebbe ricavarne qualcosa di buono aprendo un’agenzia di servizio di sicurezza.

Pennyworth parte dalla verissima Londra per arrivare, in un futuro se la serie continuerà, a Gotham, città fittizia degli Usa. La strada sarà lunga tortuosa e sicuramente piena di plot twist, che non vediamo l’ora di assaporare.

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