Leviathan Labs propone il primo volume di Dark Frontier, saga fantascientifica ideata da Massimo Rosi. In questa uscita avrete modo di leggere i quattro capitoli iniziali, in precedenza usciti per Weird Comics in bianco e nero. Questa riedizione si avvale, però, dei colori cupi e profondi della brava Pamela Poggiali, appropriati per il tono crudo e inquietante della vicenda. Dark Frontier può essere inserito nell’ambito della science-fiction distopica e apocalittica.

La trama, infatti, si svolge in America verso la fine del ventiseiesimo secolo e la vita per le persone è difficile. Innanzitutto, gli Stati Uniti sono ormai isolati da un muro che impedisce agli stranieri di entrarvi. Le disparità sociali ed economiche sono all’ordine del giorno, il crimine dilaga con teppisti, bande di strada e avventurieri senza scrupoli. Le autorità sono corrotte e in generale vige la legge del più forte.

Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno bisogno delle materie prime in possesso di altri paesi e di conseguenze le razzie ai danni di altre nazioni sono un fatto inevitabile. Tutto ciò crea un costante clima di tensione sociale. E l’atmosfera di tensione è ben descritta da Rosi che delinea una story-line dal ritmo narrativo veloce e sincopato, mai noioso. I protagonisti di Dark Frontier sono Max e Luc. Si sono conosciuti quando facevano parte di un esercito di rivoluzionari che si opponeva al potere e da quel momento si sono innamorati. Max è coraggioso e la bella Luc non è da meno.

Senza spoilerare, tuttavia, specifico che nella storia Max si trova in pessime condizioni e Luc cerca di aiutarlo rimanendo coinvolta in una missione rischiosa che la metterà a confronto con le peggiori pulsioni del genere umano. Rosi descrive un universo di violenza, abiezione e perversioni che potrà risultare disturbante. Ma è in linea con la trama a forti tinte che è l’elemento essenziale di Dark Frontier. L’azione è preponderante e, da questo punto di vista, è evidente l’influenza di film sul genere Mad Max; non mancano, però, momenti di introspezione, specialmente nei flashback che ci forniscono indizi sulle psicologie di Max e Luc.

Quest’ultima, in particolare, dietro l’apparente patina di donna tosta e volitiva, nasconde fragilità interiori che la rendono umana e credibile. Alcuni, recensendo Dark Frontier, ne hanno dato una lettura politica, in chiave anti-trumpiana. Secondo me, però, tale lettura è riduttiva. Di sicuro Rosi, con il pretesto della fantascienza, intende parlare anche del presente, occupandosi dei problemi legati alle discriminazioni e all’immigrazione e quindi anche all’amministrazione Trump. Ma io considero Dark Frontier qualcosa di più e cioè un fumetto che può essere interpretato in vari modi e persino essere considerato una futuribile love story incentrata su due amanti in difficoltà.

I testi e i dialoghi di Rosi sono curati e incisivi, mai retorici, e un altro punto di forza dell’opera è rappresentato dagli splendidi disegni del bravissimo Luca Panciroli. Il suo stile è aggressivo, il tratto è marcato e ciò che più colpisce è la cura certosina dei dettagli, palese nella rappresentazione delle armi, delle divise e soprattutto delle ambientazioni oscure, squallide e intimidenti dell’America post-apocalittica immaginata da Rosi. E’ la visione di un inferno dantesco reinterpreto dalla sensibilità cyber di William Gibson e Bruce Sterling.

I personaggi sono ben caratterizzati e il dinamismo e la potenza espressiva delle matite di Panciroli sono innegabili. Ho già citato i colori foschi e crepuscolari dell’ottima Pamela Poggiali che valorizza egregiamente l’arte del disegnatore.

Nel complesso, Dark Frontier è, quindi, una proposta da non trascurare che piacerà agli amanti della fantascienza e che fa ben sperare per il futuro del fumetto italiano. Da provare.

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