Quando Uncanny X-Men divenne un successo editoriale senza precedenti, grazie alle capacità narrative del grande Chris Claremont, i lettori incominciarono a chiedere ulteriore materiale mutante. Chris, tuttavia, non era d’accordo e anche l’allora editor in chief Jim Shooter era dello stesso avviso. Secondo loro, era doveroso sfruttare il successo della serie, ma era preferibile creare qualcosa di nuovo. Il risultato fu New Mutants, comic-book che narrava le vicende di una squadra di adolescenti mutanti che vivevano nella scuola occupata da Wolverine e soci.

In pratica, Chris riprese l’idea originaria di Lee e Kirby, quella, appunto, di un gruppo di teenager che apprendevano l’uso dei propri poteri grazie alla guida del Professor Xavier. Il team era composto dal timido Cannonball, dall’aggressiva indiana Mirage, dall’irruento Sunspot, dalla pudica Wolfsbane e dalla tormentata Karma che sparirà dopo i primi episodi per riapparire dopo molto tempo. In seguito si unirono l’inquietante Magik, sorella di Colosso, legata al mondo dell’occulto e della stregoneria, e Doug Ramsey.

Almeno in principio, Claremont scrisse una serie piacevole ma piuttosto convenzionale, senza dimostrare particolare entusiasmo. I disegni di Bob McLeod e Sal Buscema, validi ma di impostazione tradizionale, facevano di New Mutants un comic-book dal classico Marvel style. Ma poi arrivò Bill Sienkiewicz e tutto cambiò. Questo volume include i nn. 18-25 di New Mutants e il lettore avrà modo di leggere uno story-arc che rappresentò un vero e proprio shock per i fan. Bisogna, inoltre, aggiungere che questi episodi si collocano nell’ambito del cosiddetto Rinascimento Americano dei comics degli anni ottanta e furono altamente innovativi.

Innanzitutto, Claremont ricorre a una scansione narrativa sperimentale, con interruzioni arbitrarie delle trame, flashback e accenni e allusioni a dettagli di non immediata comprensione che spesso richiamano sviluppi successivi. Per coloro che fino a quel momento avevano letto New Mutants l’effetto fu straniante. E il geniale deus ex machina dell’universo mutante si scatena con una story-line che vede il gruppo impegnato ad affrontare lo spaventoso Demone Orso, creatura ancestrale legata al retaggio indiano di Mirage. Le lotte che spesso coinvolgono i personaggi riguardano stati mentali e le psicologie dei protagonisti divengono complesse e sfaccettate. Non abbiamo più a che fare con teenager superficiali, ma con adolescenti che subiscono esperienze fisiche ed emotive destabilizzanti.

Claremont introduce poi il tecno-organico Warlock, destinato a unirsi al team, e insieme a lui appare suo padre, il terribile Magus; presenta una versione a dir poco perversa del Club Infernale, con la presenza sensuale della perfida Selene; usa i vigilanti Cloak e Dagger nel n. 23, approfondendo le tematiche occulte ed esoteriche riguardanti Magik, e nel n. 25 crea le premesse dell’arrivo di Legione, lo schizofrenico figlio di Xavier, oggi famoso grazie a una serie televisiva. Insomma, si tratta di storie dai toni adulti e maturi, con testi e dialoghi impegnativi ma sempre profondi e intensi.

Questi episodi sono, però, ricordati anche per gli straordinari disegni di Bill Sienkiewicz. Si era messo in luce con Fantastic Four e Moon Knight e inizialmente era influenzato dal leggendario Neal Adams. Già verso gli ultimi episodi del Cavaliere Lunare, tuttavia, si capiva che il suo tratto si stava evolvendo. Va specificato che in New Mutans Bill non fa sfoggio dell’incredibile attitudine pittorica presente in pietre miliari del calibro di Elektra: Assassin, Daredevil Love & War e Stray Toasters. Quella è presente solo nelle straordinarie copertine che fecero comunque capire quanto la collana stesse drasticamente mutando.

I disegni sono, comunque, già lontani da quelli di un tempo. Influenzati dall’espressionismo, sono caratterizzati da chiaroscuri perfetti per l’atmosfera cupa e claustrofobica delle trame. Le tavole hanno un lay-out mutevole e in alcuni casi il livello di sperimentazione è notevole. Basti pensare alla vignetta enorme che raffigura un terrorizzato Warlock, in realtà composta da tante piccole inquadrature, a mo’ di collage.
L’atmosfera nebbiosa e impalpabile delle vicende è evocata dalle distese innevate e desolate che fanno da sfondo allo scontro con il Demone Orso o con le sequenze ambientate nella scuola di Xavier che assume un aspetto oscuro, quasi labirintico, degno di un film di David Lynch. Gli stessi personaggi cambiano e Bill li caratterizza magistralmente, raffigurando ciascuno di essi con un aspetto peculiare. Sunspot è una macchia d’inchiostro e lo stesso vale per Warlock; Cannonball indossa abiti più adatti a un adolescente alternativo; Magik ha un carisma e un fascino demoniaco intrigante e così via.

Il volume include pure il primo annual di New Mutants, ovviamente scritto da Claremont e disegnato da Bob McLeod. Il suo stile è più classico e naturalistico e non certo innovativo come quello di Sienkiewicz, ma risulta piacevole ed efficace. L’episodio ha una sua importanza poiché segna l’esordio della cantante Lila Cheney che poi apparirà sovente nelle varie collane mutanti e per un periodo sarà il grande amore di Cannonball. Insomma, con questo volume avrete modo di scoprire o riscoprire una delle produzioni Marvel più anti-convenzionali ed entusiasmanti di sempre. Non perdetelo.

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