DC: Tom King parla di Heroes in Crisis fra minacce, continuity e trauma

Tom King sta ricevendo diverse critiche e addirittura minacce di morte per le decisioni che sta prendendo in Heroes in Crisis. L'autore continua imperterrito nei suoi piani fra la coninuity nei personaggi e le storie post-traumatiche.

Prima della notizia bomba dell’addio di Batman da parte di Tom King per concludere le sue trame nella miniserie in 12 numeri Batman/Catwoman, l’autore ha speso molto degli ultimi mesi nell’ultimare la miniserie Heroes in Crisis.

ATTENZIONE L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER DA HEROES IN CRISIS #8

La miniserie è ambientata nel Rifugio e si è aperta con la distruzione di questo luogo sicuro da parte di qualcuno che sembrava portasse con sé molto astio verso la comunità dei supereroi. Nell’ultimo albo uscito, Heroes in Crisis #8, scopriamo invece che il responsabile altri non è che il velocista Wally West, il quale, preda di un forte attacco di panico durante una seduta di terapia, si è scatenato verso questo luogo.

I fan hanno seguito molto attentamente le vicende di Heroes in Crisis, spesso criticando le scelte dell’autore ma questa ultima rivelazione ha portato i fan ad una ribellione d’ira di massa online, con annesse diverse minacce di morte verso King.

Nonostante questo l’autore continua imperterrito nei suoi progetti e racconta a ComicBook.com il suo amore per Wally, i suoi piani per Heroes in Crisis e del perché i fan dovrebbero esserne entusiasti.

“Mi sento come se gli unici personaggi che rimangono gli stessi, avendo stabilità in tutti i fumetti, siano i genitori di Batman […] e lo zio Ben, giusto? Ecco, è tutta qua la lista. C’era Bucky, ma abbiamo appena visto un enorme film da un miliardo di dollari con un sacco di Winter Soldier. Quindi non so, penso che le storie continuino. Questo è il punto centrale del nostro medium, le storie continuano. Gardner Fox dice qualcosa a Cary Bates che poi dice qualcosa a William Messner-Loebs, e poi a Mark Waid, a Geoff Johns e a Josh Williamson ed è proprio così mandiamo avanti la storia. È una conversazione tra generazioni su cosa significhi il tal eroe. E non penso che ci sia una generazione che direbbe: “Okay, ci fermiamo qui, abbiamo finito, ottimo”. Perché qualsiasi generazione sa che il punto centrale di questa cosa, è avere questa conversazione.”

“Voglio dire, in Visione, questa è stata una delle grandi sfide di quella serie: ‘Ok, faremo tutta questa cosa in continuity‘, ma era una continuity che non aveva alcun senso perché potete vedere Roy Thomas combattere con John Byrne [su pagina], sapete? Ero volutamente d’accordo con tutto questo, quei combattimenti fanno parte della meraviglia di questo personaggio, quindi facciamolo. E poi, dopo che avevo finito, Marvel mi chiese: ‘cosa succede dopo?’ E io: ‘Qualunque cosa vogliate, c’è una figlia qui, fate quello che volete, la prossima storia è vostra’. Non mi sentivo il possessore di tutto questo. Era solo una parte del lavoro. E penso che Jim Zub abbia fatto un ottimo lavoro per Vivian e la sua storia. E lo stesso per Mister Miracle. Se qualcuno vuole riprendere quella storia, va bene. La mia storia non scompare. Le persone possono leggerla per quello che è o leggerla con ciò che viene dopo. Non so, non ho quel tipo di dilemma personale in cui ‘Questi sono i miei bambini, non osate toccarli’.”

“[…] Scrivo fumetti in continuity e amo i fumetti in continuity. Questo è il modo in cui giochiamo a questo gioco; questo è il modo in cui ci divertiamo.”

“Non credo di aver ricevuto minacce di morte dai fan di Wally West. Ho ricevuto un sacco di odio da parte dei fan di Wally West, il che, naturalmente, lo capisco e questo per me ha perfettamente senso. Le minacce di morte provenivano da persone le cui menti erano un po’ più incasinate. I fan principali erano tristi per Wally West, erano le persone non totalmente sane che penso mi stessero prendendo in giro in quel momento.”

“[…] Se potessi scrivere una storia legittimamente divertente che tutti amerebbero, la scriverei in due secondi. Ma per me scrivere bene, deve essere una cosa strana, personale, e le cose strane e personali tendono a ferire questi eroi, e li portano in posti dove alcune persone non vogliono vederli andare.

Detto questo, mi trovo in questa situazione ancora, questo è quello che faccio. Abbatto gli eroi nei loro componenti essenziali e li ricostruisco. Voglio dire, alla prima pagina di Mister Miracle, sta sanguinando, si è tagliato il polso. Nel primo numero di Omega Man, Kyle Rainer si fa aprire il collo, nel primo numero di Visione ha la figlia che viene accoltellata nel cuore, giusto?

Questo è un po’ quello che faccio, ma alla fine della giornata, si spera che la gente dica ‘Oh, aveva un certo rispetto per quel Mister Miracle, non lo stava facendo solo per essere cattivo, lo stava facendo davvero per sfruttare il suo personaggio e per elevare il personaggio.’ Mister Miracle ha attraversato l’inferno, ma ora tutti sanno chi è Mister Miracle, giusto? Lo stesso con Visione, l’ho fatto passare per l’inferno. L’ho fatto diventare quasi il male assoluto, ma ha elevato un po’ quel personaggio, e ora stanno facendo persino lo show televisivo che, sapete, avrà qualcosa a che fare con il mio lavoro. Quindi, si spera che la gente vedrà, alla fine della giornata, che stiamo facendo la stessa cosa con Wally. Wally non ha avuto un fumetto in solitaria di successo da quando? Dal 2003?

Quello che sto dicendo è che l’idea alla base di questo, è elevare il personaggio. Tutti ora parlano di Wally. Tutti vogliono vedere dove finirà Wally. Tutti vogliono che Wally ottenga l’attenzione che quel personaggio merita. È il mio Flash preferito. È stato la mia porta d’ingresso nei fumetti DC, The Flash #53 di Messner-Loebs e Larocque è stato il mio primo fumetto DC. Adoro quel personaggio. Ho una pagina sopra la mia scrivania di Wally da quella run di Flash e penso che, alla fine della giornata, porrà il mio personaggio sotto un riflettore e lo metterà al centro dell’universo DC, in un posto che non vede da 15 anni.”

“Sento che Heroes in Crisis, Batman e Mister Miracle raccontano tutti la stessa storia, il mio secondo tema personale. Il mio primo tema riguardava la guerra in Iraq, il secondo tema della mia carriera è invece ‘come ti comporti dopo il trauma?’.

E il modo in cui lo racconto in tutti e tre i diversi fumetti… penso che scriverne, a volte, fa sentire alle persone il trauma molto vicino. So che sembra sbagliato, ma non so come scrivere dell’argomento senza in qualche modo essere entrati a contatto con tutto quello schifo.”

“Non conosco nessuno che non abbia mai commesso un errore nella propria vita. Chi non ha mai perso il controllo di se stesso e ha avuto rimpianti a riguardo. O ha avuto un momento in cui ha preso una decisione sbagliata, e poi ha cercato di andare avanti. Quelle sembrano essere esperienze abbastanza universali e non penso ci sia il bisogno di essere andati in guerra o altro, penso solo che faccia parte della vita quotidiana di tutti. Le persone commettono errori, sapete? Se trasformiamo questi eroi in quegli archetipi di cartoni animati in cui tutto ciò che li rende grandi è quanto siano forti, allora non sono davvero forti, giusto? Se non hai mai un momento di vulnerabilità, non sei mai coraggioso.

Penso che per essere veramente coraggioso ed eroico bisogna vivere momenti in cui si è deboli, superare questi momenti o affrontarli, o andare avanti. Dimostrare che sei vulnerabile non è un punto debole. Dimostrare che sei vulnerabile è una forza, almeno per me.”

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