Alberico Motta, autore del primo manga italiano, è morto

Oltre a creare Big Robot è stato anche illustratore per molte altre serie italiane.

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La sua morte ha profondamente scosso il mondo editoriale italiano, che lo ricorda ancora come uno dei grandi maestri del fumetto nazionale:

Motta, oltre che per Big Robot, il primo manga italiano, è ricordato anche per essere stato uno dei principali autori di storie a fumetti di molti personaggi umoristici delle Edizioni Bianconi come Geppo, Nonna Abelarda e dell’edizione italiana di Braccio di Ferro e di Tom & Jerry.

Il suo esordio come autore è avvenuto nel 1954 sul quindicinale per bambini Cri-Cri, ma poi realizza anche copertine a colori de Il Grande Blek e della rivista western El Coyote; inoltre crea anche personaggi come Paquito e Lala e quelli della versione a fumetti di Stanlio e Ollio;nel 1956, disegna anche Tiramolla.

Big Robot è il primo fumetto realizzato interamente dall’autore che ne scrisse e ne disegnò le storie e venne edito per 12 numeri riprendendo lo stile dei manga; nel 1981 inizia a collaborare con la Mondadori realizzando storie a fumetti con i personaggi Disney realizzando i primi esperimenti di colorazione al computer.

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