La paura delle bambole è così ancestrale da essersi guadagnata col tempo un nome scientifico: la Pediofobia. E come tutte le paure ancestrali negli anni è stata corteggiata, esorcizzata e resa iconica dall’arte cinematografica, come solo il grande schermo è in grado di fare.

C’erano già stati esempi di bambole maledette prima del 1988, quando Don Mancini scrisse il soggetto per Tom Holland e per la produzione United Artists. Ma se è vero che l’iconografia moderna è basata soprattutto sul ventennio ’70-’80, allora, storicamente parlando, non possiamo non riconoscere ne La Bambola Assassina (in originale Child’s Play), l’apripista di questo particolare filone del genere horror.

Ed è proprio questo primissimo film che ha dato vita al culto di Chucky che è stato oggetto di un reboot che è già nei nostri cinema dal 19 giugno scorso: La Bambola Assassina, diretto da Lars Klevberg con Aubrey Plaza e Gabriel Bateman, prodotto da Orion Pictures (altra casa di produzione leggendaria per i cinefili d’Occidente) e distribuita nel mercato nostrano da Midnight Factory, etichetta horror di proprietà di Koch Media.

In occasione di questo imperdibile evento cinematografico, ripercorriamo l’eredità della creazione di Mancini, che negli anni è stata fonte di ispirazione per la nascita di altre inquietanti bambole e affini.

5Dead Silence, di James Wan (2007)

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James Wan è sicuramente interessato alle bambole raccapriccianti, avendo non solo personalmente introdotto Annabelle nel suo The Conjuring Universe ma ha anche creato Billy il Pupazzo, ovvero quello che è forse l’emblema della saga di Saw (il cui primo capitolo, Saw – L’Enigmista, nel 2004 fu il suo lungo d’esordio). Come se non bastasse, nel 2006 il regista malaysiano ha scritto e diretto un film specificatamente sulle bambole, Dead Silence, citando se stesso e il suo film precedente chiamando proprio Billy il burattino “protagonista” dell’opera. Billy è una delle cento bambole possedute dalla ventriloquista malvagia Mary Shaw, e ne rappresenta il fulcro del potere. Il film non offre un James Wan al massimo del suo potenziale, ma basta uno sguardo all’inquietante marionetta per imprimervela nella testa per sempre. Tra l’altro, a chiudere il cerchio, lo stesso Billy il Pupazzo del franchise di Saw compare a sua volta in un cameo nella collezione personale di Mary.

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