Justice League: Zack Snyder svela la trama originale e torna sulla scena “Martha”

Nuovi dettagli su Batman v Superman e l’influenza che avrebbe dovuto avere su Justice League e l’intero universo cinematografico convidiso DC Comics.

I commenti negativi a Batman v Superman: Dawn of Justice sono costati caro a Zack Snyder che, per questo, non è riuscito a portare avanti quel progetto che con la pellicola citata aveva solamente iniziato. Al regista non è stato dato il tempo di concretizzare pienamente la sua visione, e questo ha portato al totale cambiamento di Justice League e ad una cattiva reputazione proprio Batman v Superman, di cui ancora oggi si parla in maniera negativa.

“Il film sulla Justice League originale, quello che io e Chris [Terrio] avevamo scritto, non è mai stato realmente preso in considerazione” spiega Snyder “L’idea, veramente complessa e intricata, non è mai stata portata avanti perché lo studio la riteneva folle e, i miei collaboratori ed io, avevamo comunque perso la fiducia dopo la reazione negativa a Batman v Superman. Col tempo, comunque, sarebbe stato spiegato ogni particolare della pellicola: la scena del “sogno apocalittico” di Bruce avrebbe avuto un senso, perché la storia dietro di essa, con questo futuro distopico dove l’unica speranza di pochi membri rimanenti della Justice League sarebbe stata quella di far tornare indietro nel tempo Flash, sarebbe stato presentato”.

Nei progetti di Snyder dunque, Justice League sarebbe stato il sequel ideale di una trama parallela vista in Batman v Superman ma, come sappiamo, la legge del mercato e i fan, tendenzialmente non hanno la pazienza di aspettare di capire più avanti. Molto criticata e vista come “patetica” anche la cosiddetta scena “Martha”, nella quale Batman e Superman smettono di combattersi l’un l’altro grazie all’affetto per le loro mamme.

“E’ divertente, noi sceneggiatori ci siamo interrogati tanto su come fare per farli smettere di combattere” aggiunge Snyder “Era sicuramente difficile. Abbiamo pensato di puntare sul lato umano, sul fatto che attraverso l’affetto materno Batman vedesse l’umanità di Superman, che nonostante la sua origine aliena è una creatura cresciuta sulla Terra, abbracciando quasi tutti i lati positivi della razza umana. In un certo senso, Batman ha visto in Superman qualcosa che in lui interiormente, molto spesso, non è presente. Abbiamo giocato sul fatto che entrambe le loro mamme si chiamassero nello stesso modo, una coincidenza pazzesca! Letta in questo modo, la scena ha una struttura mitologica, non ho nessun problema a dirlo”.

Come tutti sappiamo, il Justice League uscito nelle sale è stato sostanzialmente diverso da come Snyder lo immaginava e, tra l’altro, il regista (per problemi personali) non è nemmeno riuscito a terminare le riprese, portate avanti da Joss Whedon. La risposta della critica è stata comunque negativa e, se non fosse stato per Wonder Woman prima e Aquaman poi, le conseguenze sui Worlds of DC sarebbero state disastrose. In attesa dell’imminente uscita di Shazam! nelle sale (QUI PER LA NOSTRA RECENSIONE IN ANTEPRIMA) ai fan non resta che domandarsi se, prima o poi, ci sarà spazio nell’universo per la realizzazione concreta della creatività, forse poco compresa, di Snyder.

(via CB)

1 commento

  1. Per me l’idea delle madri e dell’umanità che Batman inizia a scoprire in Superman è sensata, molto.
    Il problema è che la battuta sulle “Martha” finisce stupidamente (seppure involontariamente) per ridicolizzare tale momento.
    Il “brutto” è che l’uscita del nome ha senso visto che riporta nello stesso Batman all’emersione dal suo lato Bruce, vede in Superman il difensore che lui avrebbe voluto essere quella fatidica morte, e comprende che ucciderlo sarebbe definitivamente uccidere anche se stesso.

    Ma rimarrà il forte dubbio che fosse necessaria quella battuta, quella frase buttata lì.
    Che non ci fosse un altro modo, un’altra composizione della scena, altre parole per ottenere il medesimo risultato ma mantenendo l’adeguata drammaticità narrativa.

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