THEN, NOW, FOREVER

Infine, passando all’ultimo punto relativo al cambio di rotta della serie che sembra tornare all’inizio, ho percepito come l’impressione che questo Dragon Ball non puntasse a diventare uno scontro tra buoni e cattivi o tra vincitori e vinti.

Dragon Ball Super: Broly non è soltanto la storia dell’origine dei Saiyan, ma anche la storia che torna alle origini della serie. All’inizio dell’epopea Goku parte per un viaggio alla ricerca delle Sfere del Drago e la storia è ricca di quei momenti di quotidianità, di comicità  e di dolce mistero tipici dei primi anni di Akira Toriyama. E il film ripercorre proprio questi aspetti (il momento della dichiarazione dei nuovi desideri di Freezer e di Bulma ne sono un esempio).

Nel corso della serie l’effetto del terrore, della morte, del sangue e della distruzione sono altamente rimarcati, invece Dragon Ball Super: Broly abbandona quasi del tutto questi aspetti, in particolar modo il sangue e non mento che non mi sarebbe spiaciuto sperimentarlo, per tornare ad una storia nella quale l’arte marziale la fa da padrona.

Broly non è un personaggio malvagio, come confermato anche dal suo doppiatore storico giapponese Bin Shimada, è solo un po’ urlante, ma da cosciente non cerca sangue. Lo si può notare anche dal suo rapporto con i suoi due più cari amici, Lemo e Cheelai, ai quali rivela il suo triste passato e il suo contorto rapporto con il padre Paragus. Nonostante la vicinanza alla controparte “cattiva” tra le fazioni, tra i personaggi in questione l’amicizia è pura e si materializza con un semplice gesto delle dita, un segno di gratitudine, ma che potrebbe essere interpretato in differenti modi in base alle situazioni.

Non parlerò del finale del lungometraggio, mi sono dilungato già troppo e da una parte sono consapevole che la maggior parte di voi lettori nemmeno giungerà a queste righe conclusive, ma per chi ha ancora la pazienza di leggere, mi piacerebbe semplicemente ribadire come Dragon Ball Super: Broly sia stata la rinascita del franchise che nel corso degli ultimi anni aveva gradualmente subito un calo di aspettative e di amore passionale con la serie anime di Dragon Ball Super.

Il tocco di Akira Toriyama, le animazioni e la direzione brillante, il ritorno alle origini, l’adattamento del doppiaggio italiano pressochè perfetto sono i punti che tracciano una nuova linea sulla sabbia per questo franchise che, secondo il mio modesto pensiero, ora più che mai non solo può, ma ha il diritto di tornare a risplendere unendo la vecchia e nuova generazione.

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