Nel prossimo futuro avremo due versioni di Pinocchio: la prima, ancora in pre-produzione, è il live-action Disney che vedrà  Tom Hanks vestire i panni di Geppetto.

La seconda, invece, sarà  un lungometraggio in stop-motion (o a passo uno se preferite) di Guillermo del Toro per Netflix.

 

del Toro ha spiegato un po’ del suo rapporto con il personaggio di Collodi a Collider:

Collider: perchè vuoi raccontare questa storia?

del Toro: da bambino ho sentito un legame con la figura di Pinocchio, non nel senso della morale del bravo ragazzo. Ero molto interessato a se egli poteva essere amato restando se stesso. Deve trasformarsi in un vero ragazzo per essere amato? Perchè non può essere amato esattamente come è? Perchè non possiamo essere i figli imperfetti di genitori amorevoli? Queste sono le cose con cui mi relazionavo.

Collider: quindi Pinocchio è una specie di eroe per te?

del Toro: la bellezza di Pinocchio per me è che lui non è una creatura perfetta, ma un ragazzino molto difficile. Ma è un ragazzino che impara il confine tra ciò che vuole e gli altri. In questo è molto simile a Frankenstein: è una creatura che è creata attraverso mezzi innaturali da un padre, che poi si allontana da Geppetto e deve imparare le vie del mondo, fallendo, con il dolore e la solitudine. Quindi è molto diverso dal modo in cui la gente di solito percepisce Pinocchio. Vedo Pinocchio come una stranezza, una strana creatura e io lo amo a causa di questo.

Collider ha anche chiesto a del Toro circa il dibattito in corso riguardo ai registi che preferiscono fare un film per Netflix piuttosto che per il cinema:

del Toro: Penso che le cose stiano cambiando e nei prossimi cinque anni cambieranno tremendamente. Tutti stanno preparando le proprie piattaforme di streaming, quindi non si tratta di una cosa occasionale. Ho cercato di fare Pinocchio per dieci anni e ho attraversato ogni studio di Hollywood e tutti hanno detto di no. Così se uno mi chi dice sì, io lo faccio con lui e penso che sia lo stesso per i fratelli Coen e per Alfonso nel caso di Roma.

Ho amato guardare film per tutta la vita. Ed è interessante notare come quando il cinema muto è diventato il cinema sonoro tutti dicevano che era la fine dei film e quando apparve la televisione hanno detto che era la fine dei film. Quando Blockbuster è entrato nelle case era la fine dei film. Ma non finiscono; cambiano. C’è un dovere per noi di continuare a raccontare storie e più importanti sono l’ambizione delle storie che vogliamo raccontare e la libertà che abbiamo di farlo.

Collider: hai paura che Pinocchio non arrivi al cinema?

del Toro: ho più paura di non farlo.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui