Naruto: Masashi Kishimoto ha una estenuante tabella di marcia

Pubblicato il 4 Dicembre 2018 alle 12:00

Scopriamo insieme quanto Masashi Kishimoto ha dovuto faticare ogni settimana per regalarsi un’opera d’arti e per meritarsi il successo internazionale.

Il mestiere da autore di manga citando Bakuman, l’opera scritta da Tsugumi Ohba e disegnata da Takeshi Obata, è una scommessa. Si può essere talentuosi, ma non è detto che si raggiunga automaticamente la vetta dei propri sogni, il successo, migliaia di vendite e l’amore dagli appassionati. Essere mangaka deve essere, prima di tutto, una lotta contro il proprio corpo e una lotta contro il tempo. Essere mangaka è un mestiere per molti, ma non per tutti e deve sempre essere condotto con il cuore e mai per il riscontro economico.

Il mangaka, per alcuni (facciamo l’esempio di Eiichiro Oda – One Piece) non è neanche un mestiere. E’ uno stile di vita nel quale non vi è un orario di ingresso in studio ed uno di uscita prefissati. Vi sono giorni in cui potrebbe concludersi prima la giornata, ma altri nei quali tutte le 24 ore potrebbero neanche essere sufficienti. Così come i giorni, un mangaka non può fare affidamento nel weekend per rilassarsi poichè le scadenze sono infernali e sempre più vicine e gli autori sono essenzialmente costretti a sacrificare giorni di riposo e di affetto con i propri cari che li attendono a casa.

Non vi è alcuna differenza. Un mangaka che pubblica a cadenza mensile avrà le medesime difficoltà di un autore settimanale e bisogna sempre “stare sul pezzo” per non arrivare con l’acqua alla gola nel giorno della terrificante deadline.

Detto questo tra i tanti autori di fama internazionale vi è, ovviamente, il maestro Masashi Kishimoto, autore di Naruto.

Masashi Kishimoto ha scritto per lunghi 15 anni con scadenze settimanali la sua opera di successo e per raggiungere l’Olimpo ha dovuto sacrificare buona parte della sua vita e infondere le sue forze sulla storia dei ninja.

Anche la tabella di marcia nel lavoro di Kishimoto è al limite dell’impossibile per la costituzione di un corpo di un essere umano. Gli orari di lavoro e gli orari di riposo non sono mai stati proporzionali gli uni dagli altri e questo lascia immaginare quanta forza di volontà bisogna solo percepire per condurre un lavoro attesissimo dagli appassionati.

Dati alla mano, l’edizione del 2016 dell’intervista del Jump Ryu, ha pubblicato un inserto in un opuscolo dedicato all’autore all’interno del quale viene spiegata dettagliatamente la tabella di marcia estenuante di Kishimoto con tutte le sue ore di lavoro e di riposo. L’utente OrganicDinosaur, accreditata sull’attualità di Naruto e Boruto, ha diffuso e tradotto per noi proprio il modus operandi quotidiano dell’autore che non è adatto ai deboli di cuore.

Ecco come ha lavorato per 15 anni l’autore per riuscire, ogni singola settimana, ha consegnare i suoi scritti alla redazione di Shueisha:

  • Nel corso del serializzazione, in particolare quando era il momento di inchiostrare le tavole, avrebbe impiegato anche ben 19 ore seduto alla sua scrivania in condizioni abbastanza dure.
  • Nel corso della preparazione del name del capitolo (sketch, bozze, inchiostrazione):

00:00 – 06:00: lavoro.
06:00 – 09:00: riposo.
09:00 – 13:00: lavoro.
13:00 – 14:00: pausa pranzo.
14:00 – 23:00: lavoro.
23:00 – 00:00: pausa cena e bagno.

  • Nel corso della preparazione dello storyboard del capitolo:

22:00 – 03:00: lavoro.
03:00 – 09:00: riposo.
09:00 – 13:00: ricerca di informazioni e materiale con visione di video per ispirarsi nella realizzazione del capitolo.
13:00 – 15:00: pausa pranzo.
15:00 – 20:00: lavoro.
20:00 – 22:00: pausa cena e bagno.

Quindi, ecco a voi la panoramica della settimana nel lavoro di Kishimoto:

Dal lunedì al giovedì le sue forze sono dedicate agli sketch, bozze e inchiostrazione. Venerdì e sabato procede con gli storyboard. Domenica giorno di pausa.

Tuttavia, la rivista specifica, se gli storyboard non erano ancora conclusi la giornata domenicale era passata al lavoro.

Facendo un sunto delle tre macro fasi appena descritte, la maggior parte del tempo di Kishimoto era impiegata esclusivamente al disegno (in particolar modo con il vero inizio della redazione del capitolo), in seguito una parte necessaria era dedicata al riposo mentale e fisico e solo nella restante e striminzita fetta della sua giornata riusciva a mangiare e a dedicarsi ad un meritato bagno.

Essere mangaka compromette molto le abitudini dell’essere umano. L’esempio lampante è Kishimoto e le sue ristrette ore di sonno che era costretto brutalmente a troncare per riprendere il lavoro e rispettare le scadenze ne sono la prova. Nonostante questo gli autori danno sempre il meglio e ci regalano capitoli con disegni e storie incredibilmente accurati, pertanto solo questo dovrebbe rendere noi lettori grati degli sforzi profusi.

Fonte: Twitter (OD)

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