Non è un segreto che la Cina abbia problemi con il consumo di energia e l’inquinamento

Il Paese ha cercato allora alcune soluzioni innovative ai suoi problemi e così alla National Mass Innovation and Entrepreneurship tenutasi nella città cinese di Chengdu la scorsa settimana, la società di sviluppo spaziale China Aerospace Science and Technology Corporation ha annunciato che tra due anni si prevede di lanciare una “luna artificiale” della larghezza compresa tra 10 e 80 chilometri, nello spazio.

La luna artificiale sarà circa otto volte più luminosa della nostra attuale luna, grazie al suo rivestimento riflettente che rimanda la luce solare sulla Terra. Gli specchi che coprono la luna artificiale potranno anche essere controllati manualmente, potenzialmente concentrando la luce su aree più piccole per aiutare nelle emergenze, o spegnersi completamente se necessario.

Sembra comunque che la luna non sarà visibile in tutto il mondo. Andrà in orbita sopra la città di Chengdu, a 500 chilometri (310 miglia) sopra la Terra, illuminando circa 50 chilometri quadrati (19 miglia quadrate) della città.

La luna artificiale potrebbe far risparmiare alla città milioni di dollari in costi di energia elettrica ogni anno, il che potrebbe trasformarsi in un minore consumo di energia e quindi in minore inquinamento.

La luna artificiale è la prima di tre lune programmate per essere messe in orbita entro il 2022. Con le tre potenze combinate, potrebbero illuminare migliaia di chilometri quadrati alla volta.

Per ora, però, il test del 2020 è pianificato solo per essere eseguito su un deserto disabitato, per misurarne gli effetti. Da lì, dovranno essere prese precauzioni per assicurarsi che non interferiscano con i cicli naturali di piante, animali e umani.

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