Comics World 32 – Casa delle Idee? Boh!

Pubblicato il 2 Marzo 2012 alle 11:44

Che cosa sta succedendo alla sedicente Casa delle Idee e cioè la Marvel? Come mai quella che una volta era una delle case editrici più innovative e inventive del comicdom americano sembra ormai aver perso la capacità di sperimentare? Cerchiamo di rifletterci sopra.

Comics World 32 – Casa delle Idee? Boh!

In questa puntata di Comics World ragionerò sulla Marvel, l’etichetta statunitense che al pari della DC è la più importante nel mercato fumettistico americano, malgrado non si debbano trascurare le indies che pure hanno avuto un ruolo essenziale nell’evoluzione della letteratura disegnata made in USA.

Coloro che hanno letto le puntate di Comics World dedicate all’annosa diatriba Marvel vs. DC si saranno accorti che la mia posizione si può riassumere in questa maniera: negli anni sessanta e settanta, a mio avviso, la Marvel superava la DC dal punto di vista qualitativo; nella prima metà degli ottanta ci fu un sostanziale equilibrio ma dalla seconda metà degli eighties in poi la DC ha prodotto i fumetti più interessanti e innovativi.

Ciò non significa che disprezzi la Marvel, come alcuni hanno ipotizzato; anzi, sono stato per anni un Marvel zombi e non me ne pento. Tuttavia ho l’impressione che, creativamente parlando, la cosiddetta Casa delle Idee stia arrancando e sono proprio le idee che oggi mi paiono mancare. Ricordiamoci che parliamo di una compagnia che rivoluzionò i comic-book supereroici grazie a geni del calibro di Stan Lee, Jack Kirby, Steve Ditko, Gene Colan, John Romita Sr. e John Buscema; che nei seventies propose autentici gioielli; che negli eighties si rese responsabile dell’ascesa di autori come Chris Claremont, Frank Miller, Bill Sienkiewicz, Peter David, Ann Nocenti e J.M De Matteis e che pubblicava opere commerciali ma ben curate e altre sofisticate e adulte nei toni.

Ma adesso? Cos’è la Marvel odierna? Se la concorrente DC (e da parecchio) è stata capace di realizzare mensili mainstream e nello stesso tempo ha sperimentato in maniera egregia con la divisione Vertigo, a tutto vantaggio della varietà delle proposte oltre che della qualità, la Marvel che ha combinato? Tutto è iniziato con Joe Quesada, ormai ex editor in chief. Bisogna ammettere che in principio costui aveva svecchiato la Marvel, facendo lavorare autori impensabili (Morrison su X-Men, Milligan con X-Statix) e molti di essi provenienti da svariati ambiti creativi e diversi prodotti erano pregevoli nonché coraggiosi (pensiamo all’Incredible Hulk di Bruce Jones, per esempio).

Le linee Max e Icon erano interessanti e avrebbero potuto rivestire un ruolo analogo a quello della Vertigo. Tuttavia, passata la prima fase di inventiva (in cui c’erano stati pure comics non imperniati sui supereroi), cosa è accaduto? La Marvel ha propinato storie basate su colpi di scena fini a se stessi, lotte insulse, i soliti crossover, facendo soprattutto un uso esasperato dei character più popolari. I Vendicatori sono dappertutto; gli X-Men idem; Wolverine fa parte di non so più quante squadre; senza considerare che la coesione del Marvel Universe, elemento fondamentale della Casa delle Idee, è andata a farsi benedire e la continuity ha subito un andazzo non dissimile.

Per giunta, numerose invenzioni si sono rivelate demenziali: si può riflettere seriamente su ciò che è accaduto a Gwen Stacy e Norman Osborne? Dobbiamo prendere in considerazione saghe come One More Day? E Civil War non era più che altro un pretesto per trasformare il Marvel Universe in una brutta copia di quello DC? E che dire di story-line bislacche come Secret Invasion? E gli Hulk di differenti colori non fanno venire in mente certi episodi del Superman anni novanta? E come non reputare inutili personaggi come Daken o X-23 che sono solo la scusa per riproporre il concetto trito e ritrito dell’anti-eroe violento e aggressivo?

C’è chi dirà che comunque la Marvel di Quesada e Alonso ha avuto il coraggio di infrangere gli angusti limiti del codice censorio e questo è stato indubbiamente positivo. Mi pare però che la Marvel sia arrivata tardi e, in un ambito ‘for mature readers’, la DC l’ha preceduta da un bel pezzo. E, infatti, in linea generale, ho la sensazione che l’ex Casa delle Idee non ha saputo fare di meglio che scimmiottare malamente la Distinta Concorrenza.

Con ciò non intendo affermare che sia tutto spazzatura: scrittori come Brubaker, Fraction e altri hanno realizzato cose egregie (Captain America è stato uno dei migliori comic-book in circolazione!) ma mi pare che la situazione non sia rosea. E se in tempi di crisi economica la DC è riuscita, grazie al reboot ma anche a un’attenzione nei confronti della qualità delle storie, ad affrontare egregiamente la tempesta, mentre le chiusure in casa Marvel stanno assumendo una dimensione preoccupante, qualcosa dovrà pur significare. Perciò mi chiedo: non sarà che alla Marvel non sanno più che pesci pigliare e molti dei suoi ‘talenti’ non riescono a scrivere storie decenti e a sperimentare nuove strade narrative? Che cosa è accaduto alla casa editrice di Spider-Man e degli X-Men? Ha perso le idee? A voi la parola…

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