Spotify, Netflix e i contenuti di altri servizi di streaming potrebbero essere bloccati ai cittadini britannici in vacanza in Europa se il Regno Unito lascia l’UE senza alcun accordo, secondo il governo UK

Al momento, la regolamentazione della “portabilità” garantisce che i servizi di streaming debbano garantire i medesimi contenuti sia che le persone siano a casa nel Regno Unito sia che viaggino nel resto d’Europa. Così, gli utenti possono andare in vacanza in Francia e avere comunque accesso completo ai film di Netflix e alla musica di Spotify che ricevono a casa, per esempio.

Ma da alcuni documenti ufficiali è emerso che in caso di una Brexit senza accordi preventivi con l’Unione Europea l’accordo di “portabilità” attualmente esistente potrebbe “cessare la sua applicazione”, con la conseguenza che i consumatori del Regno Unito potrebbero subire delle restrizioni ai loro contenuti online quando visitano temporaneamente l’UE.

Netflix ha chiarito che i suoi clienti sarebbero ancora in grado di accedere al servizio in caso di una Brexit senza accordo. Ma, quando lo faranno, molto probabilmente vedranno i contenuti del Paese in cui si trovano, come succede anche ora se i cittadini britannici viaggiano al di fuori dell’Unione Europea. Cosa che, a contrario, accadrebbe anche agli utenti italiani in visita nel Regno Unito, se questo fosse fuori dall’Unione Europea.

“Gli abbonati a Netflix nel Regno Unito sono in grado di accedere a Netflix in tutto il mondo. Netflix continuerà a garantirlo anche quando il Regno Unito lasciasse l’UE”, ha detto un portavoce di Netflix.

I nuovi documenti chiariscono anche che le stesse regole si applicherebbero alla regolamentazione del c.d. geo-blocking, che garantisce che le persone possano acquistare da servizi online in tutto il continente, senza essere discriminati per farlo da un Paese diverso rispetto a quello dove ha sede il venditore.

“In seguito all’abrogazione del regolamento sul blocco geografico nel Regno Unito, ai commercianti del Regno Unito, dell’UE e dei paesi terzi non sarebbe vietato discriminare tra clienti dell’UE e clienti del Regno Unito”, si afferma. “Ad esempio, un trader nel Regno Unito sarebbe in grado di offrire termini diversi a un cliente del Regno Unito rispetto a un cliente francese”.

Le società  con sede nel Regno Unito e che vendono prodotti e servizi nell’UE dovranno comunque rispettare il regolamento, per garantire che non operino discriminazioni tra persone di Paesi diversi all’interno dell’Europa.

La data ultima fissata per trovare un accordo sull’uscita del Regno Unito dall’EU è ad oggi marzo 2019, per cui vedremo se per quella data sarà stata trovata una soluzione.

 

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